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Di seguito gli articoli che contengono le parole richieste.

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Post Mortis

di Sonia del 07/04/2008 - 21:50:17 in blogosphere,  2242 letture

You could be getting shot at in Iraq. You could be a single mom working three jobs to stay afloat (Happy Birthday mom). You could work in a coal mine. You could be in a life and death battle with Leukemia. You could be doing any one of thousands of high-stress jobs. Sure, the Web has a lot of stress but let’s get real: If you’re stressed out over 5,000 RSS feeds chances are good you’d be stressed by any profession you chose. (Larry Dignan, Anatomy of a "Blogging will kill you" story: Why I didn’t make the cut)

Solo qualche giorno fa mi chiedevo e chiedevo agli amici web designer cosa fanno nel tempo libero e in risposta a un commento di un lettore mi chiedevo anche se non fosse il caso di iscriversi a Run for Tecnostress!. Nell'articolo non avevo fatto riferimento al blogging, del resto si suppone che chi ha un blog lo faccia se non solo anche per passione.

Poi oggi passando in rassegna i miei feed arrivo tramite questo post all'articolo pubblicato ieri da "Il Messaggero", Bloggers sotto stress fino all'ultimo clic. Di post si muore? L'allarme del New York Times e a quello pubblicato oggi da "LaStampa", La morte corre sul blog. Suppongo li avrete già letti e immagino che molti blog ne abbiano già ampiamente parlato. Suppongo e immagino, perché sono le nove di sera passate e io, oggi, per cause di forza maggiore ho dovuto drasticamentente limitare la mia attività online, anche lavorativa, per rimettere un po' in sesto la salute. Che c'entri anche il tecnostress? Effettivamente dormire 4/5 ore per notte è già una conquista e riuscire a a prendersi una pausa dal lavoro almeno la domenica è al momento utopia.
So di sicuro però che per quanto mi riguarda non si tratta di stress da post né di paura del buco. Sì infatti, sono le nove di sera/quasi le dieci... e pubblico il mio primo post della giornata, di nessuna o poca importanza perché, cari lettori, non ho nessuno scoop da lanciare nell'immenso della blogosfera e perché quei pochissimi click in più o in meno sugli adsense sono per le mie finanze del tutto irrilevanti. E scopro che forse è una fortuna non aver la fortuna di essere tra i BIG e non aver fatto del blogging una professione... anche perché, la vita del web designer freelance è già abbastanza dura e basta e avanza.

Ah, dimenticavo: a breve aprirò un altro blog, il progetto è a buon punto. Si tratterà di un blog multi-autore stavolta. Ne parlerò più approfonditamente non appena saremo online. Vi anticipo che il tema principale non sarà il web design, come ci si potrebbe aspettare.
Alla luce dell'allarme lanciato dal "New York Times", la scelta di formare un gruppo di autori, funzionale agli obiettivi del blog, potrebbe risultare più opportuna del previsto: la salute prima di tutto...

Oppure dovremmo guardare le cose da un'altra prospettiva, come ha fatto Dignan?

 

Essere (o non essere) web designer

di Sonia del 07/02/2008 - 19:00:33 in web design / general,  5024 letture

Oggi ho ripreso in mano il numero di dicembre/gennaio del magazine web designer, che molti di voi sicuramente conoscono, e mi sono soffermata sull'articolo Diventare freelance. I consigli per mettersi in proprio e diventare manager di se stessi. In particolare, ho riletto con attenzione le parti di testo che avevo evidenziato durante la prima lettura.
Per nulla casualmente, devo confessare, ma del resto riflessioni sulla professione e soprattutto sul difficile rapporto con i clienti (con alcuni clienti...) sono inevitabili per chi fa questo mestiere. È sufficiente confrontarsi con i colleghi o semplicemente leggere interventi sui forum tematici per capire che le pur diverse vicissitudini professionali in realtà si assomigliano tutte. La matrice è comune. No, anzi, direi: le matrici sono comuni. E sono, bisogna dire, imbarazzanti, così imbarazzanti che si fa fatica oltre che a crederci anche a scriverne. Il discorso sarebbe lungo e anche poco sistematico e potrebbe tradursi facilmente in non facile ironia.

Saggiamente, l'articolo ammonisce: al primo impatto, la vita da freelance potrebbe sembrare rose e fiori... Potrebbe, per l'appunto. Fino a quando (ovvero subito) non si scopre che la cultura del web e delle professioni che lo riguardano scarseggia, mentre quella del tutto gratis o quasi è diffusissima; che "tanto il sito me lo fa il nipote dell'inquilina del secondo piano aggratis o giù di lì" e questo significa né più né meno che "non è 'sta gran cosa farlo quindi perché pagare tanto" (tanto, ovvero il giusto, se non fosse che la qualità è un optional); che "ma sono un po' care le tariffe eh, in rete si trovano template in vendita anche a 60 euro" (quindi perché richiedere il lavoro di un web designer se quello che si cerca è un template preconfezionato?); che accanto ai template preconfezionati ci sono i CMS e quindi "tu devi fare ben poco" e molto altro ancora. E allora all'ironia dolceamara fa da contraltare una domanda: è possibile, in Italia, dato la stato attuale di cose, educare il cliente e sgombrare il campo da fraintedimenti, luoghi comuni e alibi di comodo?

Occorrerebbe tornare sull'argomento e affrontarlo più nel dettaglio (e molto seriamente). Voi che ne pensate?

 

web designer? Canta che ti passa

di Sonia del 16/02/2007 - 15:22:11 in web / funny,  2374 letture

Di recente Cesare Lamanna in un suo post ha riassunto le tattiche per evitare il blocco creativo proposte da Matthew Inman nel suo intervento 8 Web Design Tactics to Help You When You're Stuck. Il caso non finisce mai di sorprenderci. Mi sono imbattuta nella lettura dei due articoli proprio in un momento di blocco disperato e disperante, in cui nessuna soluzione, né grafica né tecnica, sembrava essere quella giusta.
A distanza di qualche giorno, mi ritrovo ad avere almeno in parte superato l'ostacolo. Dico in parte, perché nonostante sia riuscita a dare forma e senso al progetto del sito web a cui sto lavorando, qualche indecisione residua (meglio questo o quest'altro?) ne rallenta la realizzazione completa. Problemi con il problem solving, mi verrebbe da dire. Se le mie memorie di studio universitario non mi ingannano, una concentrazione prolungata - che nel mio caso definerei ostinata - produce esattamente l'effetto contrario a quello desiderato, cioè la saturazione.

Questa lunga premessa "professional-biografica" per arrivare al funny. Per superare l'empasse e mitigare la frustrazione, potrebbe essere una soluzione temporanea e un'alternativa alle Web Design Tactics di Inman farsi una bella cantata? Se sì, quale miglior motivetto se non quello composto da un certo di13774n73, dedicato ai CSS? Une chanson sur le CSS ...e forse passa.

CSS oh oui CSS, ton margin ton padding me plongent dans des abîmes. Stando a questo verso, anche l'autore della canzone deve aver avuto i suoi momenti duri nella realizzazione di siti web.

Di canzone in canzone, chi ha una passione smodata per Wordpress, come Devin Reams, può ascoltare la sua It’s Called WordPress, una celebrazione in note del suo CMS preferito.

 

Anche se l'abito non fa il monaco...

di Sonia del 14/05/2007 - 14:34:28 in [wf] blog news,  3378 letture

Croce e delizia dei web designer, la voglia di restyling può a volte diventare incoercibile, così mi son ritrovata a tradire la "sacralità" del fine settimana per cercare di concretizzare l'insana idea di dare una nuova veste grafica al blog in tempi abbastanza brevi. Ci sono ancora cose da sistemare qua e là (il footer, in primis), ma il più è fatto.

Oltre a rinnovare radicalmente la grafica, ho riscritto l'intero codice per renderlo più pulito e soprattutto (completamente) tableless. Il precedente layout, ottenuto da una personalizzazione del template standard fornito da dBlog, faceva in parte uso di tabelle.
Ho cercato anche di alleggerire i tempi di caricamento delle pagine snellendo in modo consistente la sidebar, che finisce spesso per essere il contenitore di tutto l'eccedente (widget, ecc.). Tenterò di resistere anche in futuro alla tentazione di riempirla di superfluo.

Detto questo: che ne pensate? Idee, suggerimenti, critiche? Vi chiedo anche, nel caso notaste qualche malfunzionamento o errore, di segnalarmelo.

Anche se l'abito non fa il monaco, ogni tanto bisognerà pure cambiarlo...

Family Day Piccola digressione fuori tema: si rinnova quel che si può, nell'attesa lunga e disperata di veder rinnovato quel che lo necessita.


 

Cosa fanno i web designer nel tempo libero?

di Sonia del 27/03/2008 - 12:34:25 in web design / general,  3117 letture

Che non si vive solo di web design è una gran bella verità... Cosa fanno i web designer nel tempo libero, sempre che ne abbiano?
Si dedicano ad attività creative anche quando non sono davanti allo schermo di un PC o, per una legge di compensazione, preferiscono dedicarsi esclusivamente ad attività ricreative?
Io mi dedico sia alle une che alle altre, tempo permettendo, quindi con un po' di "fatica".

Nelle ore serali, direi "in seconda seconda serata", riesco a portare avanti le mie letture; con un certo disordine devo ammettere, perché ho sempre almeno tre o quattro libri che contemporaneamente attendono di essere finiti. Al momento, sul mio comodino "fanno pila" Roma Criminale (C. Armati, Y. Selvetella), La vita schiva. Il sentimento e le virtù della timidezza (D. Demetrio), Il caso Marilyn M. (L. Mecacci) e Trattato di ateologia (M. Onfray).

Passiamo all'altro amore, il cinema: nota dolente, poiché ultimamente ho dovuto sacrificarlo a tutto il resto. A mali estremi estremi rimedi, così negli ultimi tempi ho utilizzato il dopo pranzo della domenica per rivedere alcuni classici, cominciando da alcuni film di Alfred Hitchcock, uno dei miei registi preferiti, al quale ho riservato il mio piccolo tributo ormai qualche anno fa con la mia tesi di laurea, Uno scenografo del suono: Alfred Hitchcock.

E arriviamo alla mia grande passione, la musica. A quattordici anni ho preso per la prima volta in mano la chitarra e, senza saperne nulla, mi sono seduta a un vecchio pianoforte verticale che avevamo in casa. Colpo di fulmine, allora, e grande rimpianto, oggi, per aver studiato solo da autodidatta. Ricordo ancora il primo Atari ST, il primo computer musicale, con il quale potevo registrare ciò che suonavo con la tastiera. Naturalmente, via via ho potuto rendere più professionale il mio piccolo home-studio, dotandolo dell'immancabile Mac e di attrezzature di base più "evolute" (chitarra, tastiera, mixer, multitraccia, microfono, multieffetto, expander/sinth, "aggeggi" MIDI vari, software di sequencing, ecc.) che mi consentissero di registrare dei demo delle mie composizioni.
A distanza di anni penso sia stata una vera e propria (e sana!) "ossessione": le ore e ore di registrazione che tutt'oggi conservo ne sono la dimostrazione, così come il fatto che, non paga, decisi durante i primi anni di università di approfondire anche gli aspetti più tecnici e di seguire, quindi, anche un corso privato di tecnico del suono e, successivamente, un corso per conseguire la specializzazione di "midifonico programmatore di sistemi di automazione musicale".

Dopo la laurea ho dovuto forzatamente mettere un po' da parte la musica, poiché per lavoro ero fuori casa dalla mattina alla sera. Ho continuato a "suonicchiare", ma di tempo per comporre, arrangiare, registrare non ne ho avuto più. Non solo, alcuni strumenti mi hanno inesorabilmente abbandonato, causa usura e logorio.
Qualche mese fa ho pensato che fosse il momento di ricominciare e ho acquistato qualche nuovo strumento: una chitarra acustica, un piano digitale (Yamaha DGX-620) e un registratore multitraccia digitale (Tascam DP-01FX/CD). Così, nei pochissimi momenti liberi posso finalmente dedicarmi, come una volta, alle mie canzon(cine), con buona pace dei vicini di casa.

Temo di essermi dilungata, per cui evito di parlarvi di tutte le altre cose che mi piace fare e arrivo alla conclusione con la segnalazione di un blog, Non Solo Musica, scoperto di recente e di sicuro interesse per gli appassionati, e con una domanda: quali sono le vostre passioni, oltre al web e al web design? C'è spazio per la creatività nei momenti di pausa da un lavoro (non solo, ma lo diamo per scontato) creativo?

 

Siti CSS Showcase: lista completa e slideshow

di Sonia del 26/01/2008 - 12:26:52 in web design / inspiration,  7123 letture

I siti showcase e di ispirazione sono ormai numerosissimi e molti ne continuano a nascere; molti, c'è da dire, in compenso muoiono. Per tenere sempre aggiornato l'elenco, ho pensato di "scompattare" la lista che avevo pubblicato tempo fa - Ispirazione: 170 gallerie e showcase - e di gestire le tre nuove liste (CSS Showcase, Mixed Showcase e Flash Showcase) con Diigo. In qualche modo ci si deve pur facilitare la vita no?

La prima che pubblico qui sul blog è quella dedicata alle gallerie CSS. Oltre alla lista testuale ho creato, come vedete, uno slideshow con tutti i siti CSS showcase presenti nell'elenco. Così, in pochi secondi, è possibile passare da un sito all'altro e visualizzare immediatamente le novità presenti in home page. Mi auguro che questo possa agevolare chi ha bisogno, come me, di dare una scorsa veloce alle diverse gallerie di tanto in tanto...

*La lista è aggiornata costantemente*
Ultimo aggiornamento: 19.02.2008

CSS Showcase


 

Sull'omologazione del Web Design

di Sonia del 26/03/2007 - 11:57:19 in web design / general,  2304 letture

Torno sul tema degli attuali clichés del web design - che avevo introdotto brevemente in un precedente articolo e che mi ero ripromessa di approfondire -, prendendo spunto da una critica rivolta al mio blog e, più in generale, al trend che vede nello stile 2.0 lo stile più diffuso nel web design.

La critica è un commento postato su Stylegala in risposta alla segnalazione spontanea del mio blog da parte di un utente nella sezione delle news di marzo. (La segnalazione è stata rimossa ieri poiché relativa a un blog non in lingua inglese.)

Public News - Stylegala

Arrivo al dunque, non prima di ringraziare chi di dovere per la segnalazione e precisare, anche se i pochi ma buoni lettori assidui lo sanno bene, che questo non è un blog interamente ed esclusivamente dedicated to "Web 2.0" reflections and glossiness. Le liste di tutorial Web 2.0 Logo e Web 2.0 Text Effect pubblicate di recente devono aver ingannato qualcuno.

Nel mio articolo di introduzione al tema sottolineavo che il Web è terreno fertile per la diffusione di modelli inizialmente originali che proliferando diventano banalmente preconfezionati, facendo ovvio riferimento all'omologazione del current web style. Premettevo anche, però, che
non è sempre facile mantenersi immuni dagli stereotipi e che in un modo o nell'altro tutti ne siamo "vittime".

Che lo si voglia o no, aggiungo ora.

Credo che i web designer siano del tutto consapevoli dell'avvenuta (e forse ancora in progresso) standardizzazione del web design e ben conoscano le conseguenze del conformarsi toutcourt a una tendenza o una moda: il rischio è, da una parte, quello di inibire una produzione creativa a favore di una "in serie", dall'altra quello di ridurre il design del web a esercizio estetico privando di qualsiasi valore semantico elementi grafici e visuali.

Poco conta l'etichetta utilizzata per classificare un certo tipo di caratteristiche ricorrenti nel web design. Del resto, è evidente che i visual pattern attualmente di tendenza sono definiti 2.0 in virtù del fatto che ad adottarli, per primi, sono stati siti Web 2.0 in senso stretto ed è altrettanto evidente che proprio la popolarità di questo tipo di siti (da cui poter trarre "profitto") ne ha favorito la diffusione. In altre parole, il Web 2.0 pur non connotando in sé e per sé uno specifico stile di design del web ha finito per delineare una tendenza dalla quale sono scaturite linee guida e (buone) norme di design. In tal senso, non stupisce la proliferazione di siti Web 2.0 nella forma ma non nella sostanza (tra le quali, dunque, non vi è necessariamente una relazione causale) né una certa difficoltà, per i web designer, di sottrarsi a un trend percepito come "di successo" anche da molti non addetti ai lavori e dagli stessi clienti che commissionano la realizzazione di siti.

Se non è vero che tutto il mondo è paese, di certo tutto il mondo è mercato, anche il web. Pensare che si possa prescindere da alcune logiche - di "mercato", per l'appunto - rimanda ad una concezione romantica della creatività suggestiva ma poco realistica. La consapevolezza di cui parlavo prima è sicuramente un ottimo strumento per scongiurare l'imitazione pedissequa e saper bilanciare tra invenzione e ricorso a quegli standard in cui tendenze, mode e ipotesi vere o presunte di successo (ci) costringono, senza che tutto ciò significhi porre limiti alla reinvenzione. La bravura di un web designer non sta forse anche in questo?

 

Web Design: sito per associazione ONLUS

di Sonia del 16/01/2008 - 11:33:04 in [wf] works showcase,  2642 letture

Interrompo la prolungata latitanza per presentarvi uno degli ultimi siti realizzati: LIDI - Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi. Il sito è online dal 29 novembre, come qui annunciato.
Avevo realizzato circa due anni fa una prima versione del sito, da considerarsi del tutto provvisoria. Non si è trattato, dunque, di un restyling ma di un vero e proprio redesign.

Il lavoro è stato abbastanza consistente. Per rendere funzionale il sito e consentire ai lettori una consultazione agevole della grande quantità di materiale pubblicato (e in continuo e incessante aggiornamento!) era necessario creare una struttura dei contenuti abbastanza ampia ma al contempo non dispersiva; in secondo luogo, trattandosi del sito di un'associazione O.N.L.U.S, era indispensabile fare in modo che l'organizzazione sia degli articoli e dei documenti tematici sia delle informazioni concernenti l'associazione fosse tale da rendere chiari, anche ad una prima visita e prima di navigare il sito in tutta la sua interezza, i presupposti teorici, gli obiettivi e il campo d'azione (progetti, attività, ecc.) dell'associazione.

LIDI Per quanto riguarda il visual design ho optato per una soluzione grafica che rispondesse a due precisi obiettivi: il primo, non invadere il campo di lettura per non rendere faticosa la consultazione di un sito che è essenzialmente "da leggere" (per questo motivo, ho deciso di caratterizzare graficamente header e footer e di lasciare clean la parte centrale del sito); il secondo, coniugare la chiarezza delle informazioni a quella visiva cercando di rendere l'estetica della grafica e dei colori il più possibile in linea con le caratteristiche e la natura (di nuovo, presupposti, obiettivi, ecc.) dell'associazione.

A breve (ci siamo quasi!) nascerà anche il blog. L'impostazione grafica sarà la stessa, così da garantire omogeneità con il sito. Nel frattempo, mi dedico al mantenimento e all'aggiornamento.

Come sempre, critiche e suggerimenti sono ben accetti. Chiedo agli amici web designer e non solo: che ne pensate?

 

CSS image replacement

di Sonia del 25/03/2008 - 11:30:33 in web design / xhtml e css,  3222 letture

Le tecniche di image replacement - che consentono mediante i fogli di stile di sostituire con delle immagini elementi testuali - sono numerose e molto utilizzate dai web designer.
Visto l'interesse suscitato dall'articolo Rethinking CSS Image Replacement, Chris Coyier su CSS-Tricks ha pubblicato ieri una rassegna sulle diverse tecniche di image replacement, nove in tutto.

Sono interessanti i risultati ottenuti testando le tecniche - I tested all these FF2, Opera 9, Safari 3, and IE 6 and they all behaved identically (hard to believe, I know) - in relazione a cinque criteri: "CSS ON / Images ON", "CSS ON / Images OFF", "CSS OFF / Images ON", "CSS OFF / Images OFF" e "Extra Unnecessary Markup."

Per ciascuna tecnica, potete visualizzare una report card di sintesi. Utile, e da aggiungere ai preferiti.

 

Web Design: 60 con appeal ed eleganza

di Sonia del 22/05/2007 - 11:20:08 in web design / inspiration,  2798 letture

Idee, suggestioni e suggerimenti non sono mai abbastanza per i creativi del web, che per appagare la fame (bulimica?) di ispirazione hanno disposizione un numero davvero smisurato di gallerie di siti e raccolte best of, da quelle frutto di selezioni personali a quelle costruite attraverso le segnalazioni degli utenti e degli stessi web designer.

Una delle migliori risorse-showcase è senza dubbio Smashing Magazine, che ha pubblicato ieri una selezione di 60 Elegant and Visually Appealing Designs. Ottima, così come le precedenti, dedicate ai dark, fresh, clean and impressive e simple and clean design.

Se siete alla ricerca di un'idea, ne troverete molte di più.

Tra i bulimici ci sono ovviamente anche io. A testimoniarlo il numero di bookmark salvati sul tema, che esigono una riorganizzazione e che da tempo ho intenzione di raccogliere in una lista da condividere con altri "affamati" di ottimi esempi di best practice del web design.

 

Il web designer fa il suo mestiere, spesso di più

di Sonia del 16/12/2008 - 10:28:33 in web design / general,  4777 letture

Di recente ho avuto non pochi problemi con un cliente che mi ha reso difficile portare a termine la realizzazione del suo sito. Ah lo so, sono storie all'ordine del giorno e di difficoltà se ne trovano spesso. In questo caso specifico, il problema è stato non riuscire ad avere dal cliente il materiale necessario, testi e immagini, nei tempi adeguati. Non solo: quando, dopo le reiterate richieste, riuscivo a farmi inviare qualcosa, il materiale non era quello giusto! Paradossalmente, il cliente aveva una gran fretta di andare online. Dopo 4/5 giorni dalla messa online sono riuscita finalmente ad avere le fotografie "giuste" e ho dovuto, quindi, sostituire quelle utilizzate precedentemente.

La vera nota dolente sono stati i contenuti testuali, poiché non sono riuscita in nessun modo a far capire al cliente che due righe di testo per pagina non erano sufficienti né adeguate agli obiettivi del sito. Per non parlare della qualità dei testi, scritti in un italiano davvero stentato. Quando ho capito che non ci sarebbe stato nulla da fare, ho deciso di provvedere io ai contenuti (fortunatamente, nel complesso non molti).

Vi è capitato di avere questo tipo di problemi? E come vi siete comportati? Nel vostro contratto è prevista una clausola sui tempi di consegna da parte del cliente del materiale necessario alla realizzazione del sito? Io nel mio ho tenuto conto di questo aspetto.
Contratto a parte, la riflessione è più ampia e riguarda un'ambiguità di fondo che si esprime con la tendenza ad assimilare in un'unica figura le diverse figure professionali operanti nel web. Un "fraintedimento", diciamo così, che fa comodo sia ai clienti che si rivolgono a un web designer freelance sia alle web agency che reclutano web designer, web copy, programmatori ecc. pensando che una sola professionalità le includa, necessariamente (è il necessariamente che non va), tutte.

 

Web Design tools: generatori grafici online

di Sonia del 18/09/2007 - 10:27:16 in web / tools,  16146 letture

Attingendo ai miei sempre eccedenti bookmark ho cercato di ordinare in una lista servizi, applicazioni e strumenti per la generazione online di elementi grafici.

La speranza è che i (bravi) web designer siano allergici alla grafica fast e prêt-à-porter e siano immuni dall'utilizzo dei generatori online. Quantomeno, ci si augura che vi ricorrano solo in casi estremi e che, quando questo accade, comunque, non sia mai perché non sono in grado di creare un bottone web 2.0 o un background sfumato. Naturalmente, sapere che esistono, provarli e testarne le funzionalità e i risultati non è reato, anzi è concesso e a mio avviso consigliato.

*La lista è aggiornata costantemente*
Ultimo aggiornamento: 25.01.2008

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Ispirazione: 170 gallerie e showcase

di Sonia del 25/05/2007 - 09:21:23 in web design / inspiration,  15221 letture

Avevo anticipato nel precedente articolo l'intenzione di organizzare in un elenco tutti i siti showcase e di ispirazione che affollano i miei bookmark.

Ecco la lista. 170 gallerie e raccolte di siti per l'ispirazione dei web designer, suddivise per tipologia: CSS Showcase, Flash Showcase, Mixed Showcase (flash e CSS) e Mini Showcase (in cui sono raggruppate le selezioni tematiche).

Se conoscete altre risorse non indicate nella lista potete segnalarmele nei commenti.


 

A ciascuno il suo... browser

di Sonia del 12/12/2006 - 07:47:34 in web / notes,  2701 letture

Per quanto auspicabile, non si può negare che la compatibilità cross-browser dia un bel da fare ai web designer. Proprio qualche giorno fa, visitando la pagina di CSS Princess riservata al mio sito (www.webfruits.it), ho letto questo commento: Does not work well in Opera 9.02. Inutile dire che in fase di realizzazione non ho trascurato il problema della compatibilità e che dopo la pubblicazione ho effettuato diversi test per verificarla nel dettaglio. È chiaro che mi riprometto di intervenire il prima possibile apportando le modifiche necessarie.
Volendo personalizzare il template di default fornito da dBlog, per il redesign del blog ho proceduto allo stesso modo. Al momento c'è qualche sfasatura, più che altro "estetica", tra la visualizzazione con Internet Explorer e quella con Firefox, che cercherò di eliminare, tenendo anche conto del fatto che dalle statistiche degli accessi risulta una leggera prevalenza di visitatori che utilizzano Internet Explorer.

Data questa premessa, sacrifico temporaneamente il discorso sulla compatibilità cross-browser alle mie preferenze personali e libero dai miei bookmarks due siti anti-IE: Too Cool for Internet Explorer (su questo blog ho inserito già da qualche giorno il relativo corner badge) e StopIE. Come il più noto Browse Happy, sono un invito ad abbandonare Internet Explorer e optare per altri browser (Firefox, Safari, Opera, Camino, ecc.).

Firefox vs IE Ricorderete certamente Explorer Destroyer, la campagna anti-IE e pro-Firefox promossa qualche tempo fa da un gruppo di "attivisti politici" statunitensi con l'obiettivo, per l'appunto, di "distruggere" Explorer e diffondere il più possibile Firefox. Il tutto attraverso un apposito script utilizzabile come semplice incoraggiamento al download di Firefox o, se impostato diversamente, in grado di bloccare l'accesso e la visualizzazione di pagine Web al browser di Microsoft. Un'iniziativa abbastanza aggressiva, che ha suscitato reazioni di disappunto e in difesa della libera scelta dell'utente.

Personalmente, non mi dispiacerebbe una migrazione di massa da Internet Explorer a Firefox, ma sono per gli inviti e i suggerimenti gentili, quindi: scarica Firefox 2, se ti va. Naturalmente, WebFruits Blog trova la sua migliore visualizzazione in Firefox!

Se la battaglia tra browser infiamma la Rete, perché bruciarsi?

Postilla: chi volesse inserire il corner badge di Too Cool for Internet Explorer sul proprio blog o sito, si troverà a combattere con un errato posizionamento su IE. Sul sito è scritto:

Now check your page in your favorite (non-IE) browser and you will see the badge in the bottom right corner!

Per questo motivo, ho modificato il codice in modo da rendere visibile il corner badge solo con Firefox. Per gli utenti IE, ai quali in effetti era indirizzato il messaggio, inserirò qualcos'altro.

 

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