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Post Mortis

di Sonia del 07/04/2008 - 21:50:17 in blogosphere,  2242 letture

You could be getting shot at in Iraq. You could be a single mom working three jobs to stay afloat (Happy Birthday mom). You could work in a coal mine. You could be in a life and death battle with Leukemia. You could be doing any one of thousands of high-stress jobs. Sure, the Web has a lot of stress but let’s get real: If you’re stressed out over 5,000 RSS feeds chances are good you’d be stressed by any profession you chose. (Larry Dignan, Anatomy of a "Blogging will kill you" story: Why I didn’t make the cut)

Solo qualche giorno fa mi chiedevo e chiedevo agli amici web designer cosa fanno nel tempo libero e in risposta a un commento di un lettore mi chiedevo anche se non fosse il caso di iscriversi a Run for Tecnostress!. Nell'articolo non avevo fatto riferimento al blogging, del resto si suppone che chi ha un blog lo faccia se non solo anche per passione.

Poi oggi passando in rassegna i miei feed arrivo tramite questo post all'articolo pubblicato ieri da "Il Messaggero", Bloggers sotto stress fino all'ultimo clic. Di post si muore? L'allarme del New York Times e a quello pubblicato oggi da "LaStampa", La morte corre sul blog. Suppongo li avrete già letti e immagino che molti blog ne abbiano già ampiamente parlato. Suppongo e immagino, perché sono le nove di sera passate e io, oggi, per cause di forza maggiore ho dovuto drasticamentente limitare la mia attività online, anche lavorativa, per rimettere un po' in sesto la salute. Che c'entri anche il tecnostress? Effettivamente dormire 4/5 ore per notte è già una conquista e riuscire a a prendersi una pausa dal lavoro almeno la domenica è al momento utopia.
So di sicuro però che per quanto mi riguarda non si tratta di stress da post né di paura del buco. Sì infatti, sono le nove di sera/quasi le dieci... e pubblico il mio primo post della giornata, di nessuna o poca importanza perché, cari lettori, non ho nessuno scoop da lanciare nell'immenso della blogosfera e perché quei pochissimi click in più o in meno sugli adsense sono per le mie finanze del tutto irrilevanti. E scopro che forse è una fortuna non aver la fortuna di essere tra i BIG e non aver fatto del blogging una professione... anche perché, la vita del web designer freelance è già abbastanza dura e basta e avanza.

Ah, dimenticavo: a breve aprirò un altro blog, il progetto è a buon punto. Si tratterà di un blog multi-autore stavolta. Ne parlerò più approfonditamente non appena saremo online. Vi anticipo che il tema principale non sarà il web design, come ci si potrebbe aspettare.
Alla luce dell'allarme lanciato dal "New York Times", la scelta di formare un gruppo di autori, funzionale agli obiettivi del blog, potrebbe risultare più opportuna del previsto: la salute prima di tutto...

Oppure dovremmo guardare le cose da un'altra prospettiva, come ha fatto Dignan?

 

Essere (o non essere) web designer

di Sonia del 07/02/2008 - 19:00:33 in web design / general,  5025 letture

Oggi ho ripreso in mano il numero di dicembre/gennaio del magazine Web Designer, che molti di voi sicuramente conoscono, e mi sono soffermata sull'articolo Diventare freelance. I consigli per mettersi in proprio e diventare manager di se stessi. In particolare, ho riletto con attenzione le parti di testo che avevo evidenziato durante la prima lettura.
Per nulla casualmente, devo confessare, ma del resto riflessioni sulla professione e soprattutto sul difficile rapporto con i clienti (con alcuni clienti...) sono inevitabili per chi fa questo mestiere. È sufficiente confrontarsi con i colleghi o semplicemente leggere interventi sui forum tematici per capire che le pur diverse vicissitudini professionali in realtà si assomigliano tutte. La matrice è comune. No, anzi, direi: le matrici sono comuni. E sono, bisogna dire, imbarazzanti, così imbarazzanti che si fa fatica oltre che a crederci anche a scriverne. Il discorso sarebbe lungo e anche poco sistematico e potrebbe tradursi facilmente in non facile ironia.

Saggiamente, l'articolo ammonisce: al primo impatto, la vita da freelance potrebbe sembrare rose e fiori... Potrebbe, per l'appunto. Fino a quando (ovvero subito) non si scopre che la cultura del web e delle professioni che lo riguardano scarseggia, mentre quella del tutto gratis o quasi è diffusissima; che "tanto il sito me lo fa il nipote dell'inquilina del secondo piano aggratis o giù di lì" e questo significa né più né meno che "non è 'sta gran cosa farlo quindi perché pagare tanto" (tanto, ovvero il giusto, se non fosse che la qualità è un optional); che "ma sono un po' care le tariffe eh, in rete si trovano template in vendita anche a 60 euro" (quindi perché richiedere il lavoro di un web designer se quello che si cerca è un template preconfezionato?); che accanto ai template preconfezionati ci sono i CMS e quindi "tu devi fare ben poco" e molto altro ancora. E allora all'ironia dolceamara fa da contraltare una domanda: è possibile, in Italia, dato la stato attuale di cose, educare il cliente e sgombrare il campo da fraintedimenti, luoghi comuni e alibi di comodo?

Occorrerebbe tornare sull'argomento e affrontarlo più nel dettaglio (e molto seriamente). Voi che ne pensate?

 

Blog (designs) eccellenti

di Sonia del 29/08/2007 - 14:28:29 in web design / inspiration,  2186 letture

Sono 45 i blog designs eccellenti selezionati da Smashing Magazine nell'ultimo design showcase pubblicato. Inutile dire che molti tra quelli presenti nella lista sono "eccellenti" anche dal punto di vista del grado di popolarità e fama di cui godono all'interno della blogosfera.
Suddivisi in base alla piattaforma utilizzata (Django, ExpressionEngine, Textpattern, Wordpress, ecc.), i blog elencati sono stati scelti in funzione di un criterio spesso sottovalutato: l'attenzione ai piccoli dettagli.

Pretty and colourful header-graphics doesn’t make a good blog. The blog needs a solid visual structure, a profound hierarchy of site elements; it also has to be able to build some kind of a bridge between the content and its presentation. To do this, you need to think about precision, minimalism and sound use of illustration [...] Below you’ll find 45 excellent blog designs which impress with creative approaches and attention to details; hopefully you’ll find new ideas you can develop further in your own designs.

Confesso che, pur non mettendo in dubbio che tutti i blog citati rispettino il criterio, ne avrei ignorati alcuni inserendone altri al loro posto; del resto tra molti design ottimi da tutti i punti di vista - e quindi teoricamente di valore equivalente - si finisce sempre e comunque con l'avere delle preferenze. Queste sono le mie, in ordine di gradimento. Mi limito alle prime tre.

Veerle Pieters FreelanceSwitch NorthxEast

Al di là della selezione proposta da Smashing Magazine, questi tre blog sono tra quelli che apprezzo di più, insieme a molti altri che mi trattengo per il momento dall'elencare (ma che risiedono in un'apposita cartella dei preferiti denominata "blog da segnalare sul blog", quindi prima o poi...). Su tutti, comunque, per quanto mi riguarda, primeggia in maniera assoluta il blog di Veerle Pieters.

 

Il web designer fa il suo mestiere, spesso di più

di Sonia del 16/12/2008 - 10:28:33 in web design / general,  4777 letture

Di recente ho avuto non pochi problemi con un cliente che mi ha reso difficile portare a termine la realizzazione del suo sito. Ah lo so, sono storie all'ordine del giorno e di difficoltà se ne trovano spesso. In questo caso specifico, il problema è stato non riuscire ad avere dal cliente il materiale necessario, testi e immagini, nei tempi adeguati. Non solo: quando, dopo le reiterate richieste, riuscivo a farmi inviare qualcosa, il materiale non era quello giusto! Paradossalmente, il cliente aveva una gran fretta di andare online. Dopo 4/5 giorni dalla messa online sono riuscita finalmente ad avere le fotografie "giuste" e ho dovuto, quindi, sostituire quelle utilizzate precedentemente.

La vera nota dolente sono stati i contenuti testuali, poiché non sono riuscita in nessun modo a far capire al cliente che due righe di testo per pagina non erano sufficienti né adeguate agli obiettivi del sito. Per non parlare della qualità dei testi, scritti in un italiano davvero stentato. Quando ho capito che non ci sarebbe stato nulla da fare, ho deciso di provvedere io ai contenuti (fortunatamente, nel complesso non molti).

Vi è capitato di avere questo tipo di problemi? E come vi siete comportati? Nel vostro contratto è prevista una clausola sui tempi di consegna da parte del cliente del materiale necessario alla realizzazione del sito? Io nel mio ho tenuto conto di questo aspetto.
Contratto a parte, la riflessione è più ampia e riguarda un'ambiguità di fondo che si esprime con la tendenza ad assimilare in un'unica figura le diverse figure professionali operanti nel web. Un "fraintedimento", diciamo così, che fa comodo sia ai clienti che si rivolgono a un web designer freelance sia alle web agency che reclutano web designer, web copy, programmatori ecc. pensando che una sola professionalità le includa, necessariamente (è il necessariamente che non va), tutte.

 

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