Nell'intento di fare un po' di ordine nel mio archivio di documenti sull'e-learning ho avuto modo di dedicarmi alla rilettura del testo di Alessandro Lucchini e-learning e scrittura professionale (I quaderni del MdS, 2004).
All'analisi, condotta seguendo il modello del giornalismo anglosassone, delle 5 W dell'e-learning (who/chi, what/che cosa, when/quando, where/dove, why/perché seguono alcuni spunti di riflessione sulla scrittura dei contenuti per l'e-learning.
Il web writing è da tempo oggetto di analisi e studi approfonditi. Si comincia oggi a parlare anche di "e-learning writing", ossia la specifica forma di scrittura per i contenuti didattici trasmessi via web.
Non vi è alcun dubbio, come afferma l'autore, che l'e-learning writing abbia requisiti suoi propri, specifici, oltre a quelli condivisi e validi per il web writing, né vi è alcun dubbio che
per la delicatezza di questi requisiti, possiamo prevedere per i prossimi anni uno sviluppo del mestiere dell'e-learning writer. Non una semplice estensione del web writer, o del technical writer, ma un professionista che, oltre all'abilità nella scrittura, richiede la comprensione dei meccanismi psicologici e didattici che regolano e favoriscono l'apprendimento.
Mi chiedo però quando assisteremo a questo sviluppo e quando il mestiere dell'e-learning writer riuscirà ad appropriarsi di una sua identità non solo a livello teorico e formale ma anche pratico. Attualmente credo sia ancora, per i non addetti ai lavori e forse anche per alcuni addetti, un'estensione del web writer. E questo è forse il male minore, se si pensa alla pratica diffusa per la quale spesso la scrittura dei contenuti per l'e-learning viene affidata dalle aziende non a un web writer né a un writer, ma a chi in possesso di una laurea si suppone (solo suppone, perché non sempre è vero) sappia scrivere (in italiano, ma non per il web, tantomeno per l'e-learning).
Oltre all'abilità nella scrittura, scrive Lucchini, è necessaria all'e-learning writer la comprensione dei meccanismi psicologici e didattici coinvolti nel processo d'apprendimento. È questo l'elemento discriminante che se non tenuto in considerazione determina quel magma indistinto in cui convergono figure professionali che, sul campo, vengono assimilate e omologate, a tutto svantaggio di chi non può vedersi riconosciuta una professionalità specifica. Parliamo di e-learning, ma non si può non pensare a proposito di quanto detto al nesso evidente con la formazione tradizionale e al dibattito di ormai qualche tempo fa circa i requisti indispensabili per poter essere degli insegnanti.
In sintesi, la mia domanda è: quando il mestiere dell'e-learning writer diventerà un mestiere, in termini di riconoscibilità (univoca) e spendibilità sul mercato del lavoro?
Il download del documento di Alessandro Lucchini in formato .pdf è disponibile sul sito Il mestiere di scrivere.
Dopo tanto penare (data la mancanza di tempo) sono riuscita a realizzare e mandare online la nuova versione del portfolio. L'aggiornamento era necessario, a mio avviso anche il redesign. Ho scelto di essere il più sintetica possibile, di eliminare il superfluo e selezionare i lavori più rappresentativi, sia nella sezione del web design (in cui però c'è ancora qualcosa da aggiungere) sia in quella dell'e-learning. Ho optato anche per un portfolio a pagina singola, nonostante - almeno così mi par di capire - i pareri su questo tipo di soluzione siano discordanti. A breve sarà online anche la versione inglese del sito.
Per quanto riguarda la grafica, non sono riuscita a tener fede a quella del blog, la voglia di cambiare ha avuto la meglio sui miei buoni propositi. Malattie del mestiere! Ora non so... in che modo e se interverrò per rimediare alla disomogeneità.
Passiamo alla "novità" di questa nuova versione: ho creato una sottosezione (anche questo caso si tratta di una singola pagina) - Webfruits Freebies - in cui ho pensato di accorpare i download di icone, bottoni, ecc. che finora avevo postato solo sul blog. Il materiale continuerà ad essere pubblicato anche sul blog, ma ho pensato fosse una buona idea raccoglierlo in modo meno dispersivo. Tra l'altro, ho diverse idee che mi auguro di concretizzare presto e avevo bisogno di una pagina ad hoc. Con il tempo forse creerò un sito a parte...
Poiché le risorse grafiche che metto a disposizione per il download sono spesso linkate da siti stranieri e dunque scaricate un po' da tutti, ho creato la sottosezione in questione esclusivamente in lingua inglese, anche perché davvero molto essenziale nei testi.
Su formazione, insegnamento e cultura senza fini di lucro
A seguito dell'intervento sanzionatorio della SIAE nei confronti del prof. Enrico Galavotti, l'ANITeL (Associazione Nazionale non profit Insegnanti Tutor e-learning) ha lanciato qualche giorno fa una petizione online con la quale si chiede ai ministeri competenti
[...] che la Scuola, nell'ambito della propria e specifica funzione educativa, formativa e didattica, sia esentata dal COPYRIGHT in situazioni non profit e che gli insegnanti vengano equiparati alle categorie che possono beneficiare gratuitamente di opere artistiche nel contesto professionale, senza fini di lucro [...] che le richieste vengano estese a produttori di cultura off /on line a livello gratuito e che operano nello spirito del Cooperative Learning, quali associazioni e community non profit.
Come scrive Pino Nicotri nell'intervista al prof. Gavalotti, la mannaia della SIAE decapita l'insegnamento gratuito telematico.
Mentre scrivo, siamo in (quasi) mille ad aver firmato.
Nasce eLearning Papers, pubblicazione digitale e piattaforma esclusiva che offre articoli, interviste e buone pratiche relativi all'e-learning. Lanciata dalla Commissione Europea a quattro anni di distanza dall'apertura del portale elearningeuropa.info, l'iniziativa intende aggiungere una nuova dimensione allo scambio di informazioni relative all'e-learning in Europa e dare nuovo impulso alla ricerca. Le tematiche riguardano i quattro settori comunitari del portale elearningeuropa.info: scuole, università, formazione e occupazione, educazione e società.
L'uscita della pubblicazione è bimestrale. Gli articoli, rilasciati sotto licenza Creative Commons, sono pubblicati in lingua originale e corredati da un abstract in 19 lingue europee. A ricercatori, professionisti e operatori dell'e-learning e a chiunque sia interessato è data l'opportunità di proporre lavori e testi, inviandoli al comitato di redazione.
Tra gli articoli pubblicati nel primo numero vi segnalo quello di Jean Johnson e Jonny Dyer, Contenuti definiti dall'utente in un ambiente di formazione costruttivista, dedicato al ruolo che i contenuti creati dagli utenti svolgono nella definizione di nuovi metodi pedagogici per l'apprendimento.

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