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Di seguito gli articoli che contengono le parole richieste.
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Molte applicazioni e servizi Web 2.0 sono rilasciati in versione beta. Basta passare in rassegna qualcuna delle liste dedicate disponibili in Rete per constatarlo.
C'è chi addebita a Google l'aver inaugurato la prassi per cui un servizio è sempre in beta mode anche se già disponibile online. Di certo, si tratta di una pratica utile agli sviluppatori che, lanciando un servizio e riservandosi di migliorarlo e completarlo, possono mettersi preliminarmente al riparo da eventuali reclami degli utenti nel caso di malfunzionamenti e malcontenti, giustificare modifiche (anche radicali) in itinere e "guadagnare" tempo in termini di presenza e visibilità.
Con la beta-version siamo di fronte a un trend del web ma non specifico del web design; tuttavia, la frequenza (quasi assoluta) con cui la dicitura viene ad essere parte integrante dei logo e, dunque, del design dei marchi la fa entrare di diritto nell'elenco dei clichés del web design attuale.
La lista di beta-logo del web 2.0 è abbastanza lunga. Mi limito a qualche esempio.
Su Dr. Web Weblog trovate una gallery di beta-logo con qualche esempio in più. Non è aggiornatissima, ma è da visitare.
You could be getting shot at in Iraq. You could be a single mom working three jobs to stay afloat (Happy Birthday mom). You could work in a coal mine. You could be in a life and death battle with Leukemia. You could be doing any one of thousands of high-stress jobs. Sure, the Web has a lot of stress but let’s get real: If you’re stressed out over 5,000 RSS feeds chances are good you’d be stressed by any profession you chose. (Larry Dignan, Anatomy of a "Blogging will kill you" story: Why I didn’t make the cut)
Solo qualche giorno fa mi chiedevo e chiedevo agli amici web designer cosa fanno nel tempo libero e in risposta a un commento di un lettore mi chiedevo anche se non fosse il caso di iscriversi a Run for Tecnostress!.
Nell'articolo non avevo fatto riferimento al blogging, del resto si suppone che chi ha un blog lo faccia se non solo anche per passione.
Poi oggi passando in rassegna i miei feed arrivo tramite questo post all'articolo pubblicato ieri da "Il Messaggero", Bloggers sotto stress fino all'ultimo clic.
Di post si muore? L'allarme del New York Times e a quello pubblicato oggi da "LaStampa", La morte corre sul blog. Suppongo li avrete già letti e immagino che molti blog ne abbiano già ampiamente parlato. Suppongo e immagino, perché sono le nove di sera passate e io, oggi, per cause di forza maggiore ho dovuto drasticamentente limitare la mia attività online, anche lavorativa, per rimettere un po' in sesto la salute. Che c'entri anche il tecnostress? Effettivamente dormire 4/5 ore per notte è già una conquista e riuscire a a prendersi una pausa dal lavoro almeno la domenica è al momento utopia.
So di sicuro però che per quanto mi riguarda non si tratta di stress da post né di paura del buco. Sì infatti, sono le nove di sera/quasi le dieci... e pubblico il mio primo post della giornata, di nessuna o poca importanza perché, cari lettori, non ho nessuno scoop da lanciare nell'immenso della blogosfera e perché quei pochissimi click in più o in meno sugli adsense sono per le mie finanze del tutto irrilevanti. E scopro che forse è una fortuna non aver la fortuna di essere tra i BIG e non aver fatto del blogging una professione... anche perché, la vita del web designer freelance è già abbastanza dura e basta e avanza.
Ah, dimenticavo: a breve aprirò un altro blog, il progetto è a buon punto. Si tratterà di un blog multi-autore stavolta. Ne parlerò più approfonditamente non appena saremo online. Vi anticipo che il tema principale non sarà il web design, come ci si potrebbe aspettare.
Alla luce dell'allarme lanciato dal "New York Times", la scelta di formare un gruppo di autori, funzionale agli obiettivi del blog, potrebbe risultare più opportuna del previsto: la salute prima di tutto...
Oppure dovremmo guardare le cose da un'altra prospettiva, come ha fatto Dignan?
Siamo ormai abituati a veder sintetizzati in rappresentazioni visuali di vario tipo (illustrazioni, schemi, grafici, mappe) idee, suggestioni e concetti che se espressi in forma scritta richiederebbero interi paragrafi e capitoli, ma forse l'idea di Frédéric Cozic (aysoon) di dedicare un blog a questo tipo di materiale è inedita. Il blog, Webilus.com, è stato lanciato ufficialmente proprio oggi. Suggerisco di visitarlo anche a chi non ha dimestichezza con il francese, poiché per la maggior parte le immagini sono accompagnate da testi in lingua inglese.
Come è facile immaginare il tema portante è il web, annessi e connessi. Accanto al serio c'è posto anche per il faceto; a questo proposito, la prima immagine a cui potreste dare un'occhiata è How to become a famous blogger... Nessun decalogo per aspiranti blogstar regge il confronto.
Potrei esordire dicendo di voler spiegare i motivi della mia latitanza di questi giorni, ma poiché sono cosciente della sua irrilevanza - non solo perché visti i tassi di blog addiction medi un feed o un post in meno al giorno possono essere un toccasana - preferisco dichiarare esplicitamente che trattasi di semplice e pura autopromozione. Più o meno.
Dunque, vi presento i miei due ultimi lavori: Pagine Imperfette e T-Time.
Utilizzando la nuova piattaforma di Alice (myBlog.It), che non conoscevo prima e sulla quale sono "inciampata" per caso, ho realizzato due design inediti e personalizzati. Devo dire che nonostante alcuni limiti, dovuti forse proprio al fatto che la piattaforma è stata da poco rinnovata, è possibile ottenere ottimi risultati in termini di personalizzazione creando ovviamente una grafica ad hoc, modificando i CSS e intervenendo se opportuno sull'HTML.
Per la cronaca, al di là del design...
Dopo aver chiuso il mio precedente blog, in cui dal 2005 al 2006 ho riversato deliri in forma scritta e scritti deliranti, ho deciso di aprirne un altro. L'idea è insana, mi rendo conto. In primo luogo perché ricomincio da zero, senza portarmi dietro la scia di lettori affezionati (che non sono stati avvisati); in secondo luogo, perché WebFruits mi dà già un bel da fare e il tempo non si può moltiplicare e il rischio è che il blog muoia prima ancora di nascere. Forse anche perché c'è una certa schizofrenia di fondo nel dedicarsi contemporaneamente ad una scrittura di tipo "tecnico" e ad una di tipo "creativo". E ancora, perché i blog in cui si raccolgono i propri scritti (senza sconfinare nel diario e nel gossip) hanno vita dura e spesso breve. Ma ognuno ha le sue debolezze, le sue patologie e le sue imprescindibilità. Quindi, mi lancio nella sfida con Pagine Imperfette. La scrittura per me è un modo di essere che mi rende più frequentabile, perché, se non potessi scrivere, sarei molto frustrato e decismente insopportabile (Daniel Pennac).
La realizzazione di T-Time mi è stata affidata da un'amica che aveva voglia di rinnovare e cambiare. Di ripartire da zero, anche lei, chiudendo il precedente blog e creandone uno nuovo nella forma e nella sostanza.
Lascio il compito della presentazione al suo Incipit:
Avevo pensato ad un bar, uno di quelli nascosti in qualche galleria di vetrine, in centro città. Uno di quelli che visti da fuori sembrano stipare in due metri per due una cozzaglia di tavoli e sgabelli. E per di più nascosti alla vista da un mezzo siparietto bordeaux calato da metà vetro in giù.
Quando in città piove e tira vento chi può si rifugia presto sotto i portici, meglio ancora se questi si snodano a gomito in qualche interno di palazzo, dove c’è poca luce e poco clamore.
Avevo pensato a questo bar e pensandolo mi ci son ritrovata davanti, con la faccia riflessa nel vetro d’entrata, sotto l’insegna sobria e accogliente.
T-Time [...]
Cronaca e anamnesi a parte, che ne pensate dei design?
Un test divertente, per chi desidera almeno per un attimo credere che il proprio indice di celebrità sul Web sia sufficientemente, abbastanza, no direi molto, molto alto. Immettete i vostri dati nell'Online Identity Calculator e avrete risultati sorprendenti. O meglio, sorprendentemente fittizi. Come i miei. Non sospettavo di avere un GQ (Google Quotient) attestato su certi livelli.

Dopo aver effettuato il test, aspettate qualche secondo prima di fare il giro di routine tra le varie classifiche online. Godetevela almento per un po', prima di tornare con i piedi per terra.
Quando ti propongono "siti web a 79 euro" domandati se i tuoi soldi saranno spesi bene.
Così recita l'headline di NO79, propaganda a sfavore dei siti svenduti a basso prezzo. Come dichiarato dallo staff (professionisti della comunicazione multimediale ed esperti di tecnologie dei nuovi media) nel manifesto, l'idea nasce dal riscontro della presenza nel Web di siti pessimi da un punto di vista sia estetico sia contenutistico e
per contrastare il comportamento antiprofessionale di alcune Web agency che offrono la realizzazione di siti Internet a prezzi ridicoli.
Che siate o no d'accordo con il progetto, vi consiglio di visitare la gallery.
Nell'intento di fare un po' di ordine nel mio archivio di documenti sull'e-learning ho avuto modo di dedicarmi alla rilettura del testo di Alessandro Lucchini E-learning e scrittura professionale (I quaderni del MdS, 2004).
All'analisi, condotta seguendo il modello del giornalismo anglosassone, delle 5 W dell'e-learning (who/chi, what/che cosa, when/quando, where/dove, why/perché seguono alcuni spunti di riflessione sulla scrittura dei contenuti per l'e-learning.
Il web writing è da tempo oggetto di analisi e studi approfonditi. Si comincia oggi a parlare anche di "e-learning writing", ossia la specifica forma di scrittura per i contenuti didattici trasmessi via web.
Non vi è alcun dubbio, come afferma l'autore, che l'e-learning writing abbia requisiti suoi propri, specifici, oltre a quelli condivisi e validi per il web writing, né vi è alcun dubbio che
per la delicatezza di questi requisiti, possiamo prevedere per i prossimi anni uno sviluppo del mestiere dell'e-learning writer. Non una semplice estensione del web writer, o del technical writer, ma un professionista che, oltre all'abilità nella scrittura, richiede la comprensione dei meccanismi psicologici e didattici che regolano e favoriscono l'apprendimento.
Mi chiedo però quando assisteremo a questo sviluppo e quando il mestiere dell'e-learning writer riuscirà ad appropriarsi di una sua identità non solo a livello teorico e formale ma anche pratico. Attualmente credo sia ancora, per i non addetti ai lavori e forse anche per alcuni addetti, un'estensione del web writer. E questo è forse il male minore, se si pensa alla pratica diffusa per la quale spesso la scrittura dei contenuti per l'e-learning viene affidata dalle aziende non a un web writer né a un writer, ma a chi in possesso di una laurea si suppone (solo suppone, perché non sempre è vero) sappia scrivere (in italiano, ma non per il web, tantomeno per l'e-learning).
Oltre all'abilità nella scrittura, scrive Lucchini, è necessaria all'e-learning writer la comprensione dei meccanismi psicologici e didattici coinvolti nel processo d'apprendimento. È questo l'elemento discriminante che se non tenuto in considerazione determina quel magma indistinto in cui convergono figure professionali che, sul campo, vengono assimilate e omologate, a tutto svantaggio di chi non può vedersi riconosciuta una professionalità specifica. Parliamo di e-learning, ma non si può non pensare a proposito di quanto detto al nesso evidente con la formazione tradizionale e al dibattito di ormai qualche tempo fa circa i requisti indispensabili per poter essere degli insegnanti.
In sintesi, la mia domanda è: quando il mestiere dell'e-learning writer diventerà un mestiere, in termini di riconoscibilità (univoca) e spendibilità sul mercato del lavoro?
Il download del documento di Alessandro Lucchini in formato .pdf è disponibile sul sito Il mestiere di scrivere.
Leggendo un post pubblicato oggi su Bitelia ho scoperto questo tema per Wordpress in stile Messenger. Prima ancora di terminare la lettura, incuriosita ho aperto l'anteprima del tema e ho pensato, immediatamente, che non era assolutamente di mio gradimento.
Non me ne voglia l'autore che, tra l'altro, ha dovuto replicare graficamente gli elementi tipici di Windows Live Messenger.
Continuando poi la lettura del post citato, ho visto che il tema è stato definito un orrore. Voi cosa ne pensate?
Ah, in realtà oggi avrei voluto pubblicare una lista con alcuni dei miei temi preferiti, ma poi ci ho ripensato... lo farò tra qualche giorno.
Dopo qualche giorno di "fatica" e a distanza di un paio di settimane dalla messa online del mio sito web/portfolio, WebFruits, riesco finalmente a inaugurare anche il blog. L'attesa, personalissima, visto che al momento il blog pur essendo online è ignoto ai più (direi a tutti) e perso nel mare magnum della rete - e non è detto che da tale mare riesca ad emergere -, è stata determinata dalla volontà di personalizzare il template standard fornito da dBlog al fine di renderlo più simile a quello del sito.
Non si è trattato naturalmente solo di un'esigenza estetica, ma anche del desiderio di rendere esplicito il perché (per riprendere la dicitura scelta dai creatori del dBlog CMS) di questo blog, che non ha nessun perché se non quello di essere una "costola", un'appendice del mio portfolio professionale; in sostanza, non si tratta di un blog personale in senso stretto. Ho creato e occupato altri spazi virtuali in cui riversare le mie prove di scrittura, meglio dire i miei deliri in forma di scritto o scritti deliranti. Qui, mi "limiterò" a occuparmi di ciò che concerne la mia attività professionale (e dintorni, per non restringere troppo il campo), con qualche divagazione qua e là che a dispetto delle intenzioni si darà sicuramente. Per i dettagli sull'attività professionale rimando al mio portfolio.
Tornando al template, devo ancora apportare alcune modifiche prima di considerarlo definitivo e completo... almeno fino al primo restyling!
Ho pensato però fosse il caso di far partire il blog. Per ritocchi e aggiunte in itinere c'è sempre tempo, e quando non c'è lo si trova (?)
Non ho resistito alla tentazione di perdere qualche minuto del mio tempo per veder mappato il blog. Bastano pochi secondi, a dire il vero, affinché Websites as Graphs analizzi il codice sorgente restituendoci il "grafico" del nostro sito web o blog.
Questo è lo screenshot di WebFruits Blog.
Naturalmente, i diversi colori hanno un significato specifico, come indicato nella legenda presente sul sito di WaG: blue for links, red for tables, green for the DIV tag, violet for images, yellow for forms, orange for linebreaks and blockquotes, black for HTML tag, root node, gray for all other tags.
Applicazione java catalogabile tra le inutilità, sì, ma carina. Il numero di websitesasgraphs "uploadati" su Flickr lo testimonia. Vedere per credere.
Torno dopo un periodo di assenza abbastanza lungo, dovuto alla pausa natalizia che mi ha portato fuori città, all'acquisto di un nuovo PC (con tutti i traslochi virtuali che ne sono seguiti) e ad altri impegni di varia natura. Come vedete, ho apportato delle modifiche al layout del blog, mi auguro migliorative. Se notate qualche problema di visualizzazione fatemi sapere, in nome della compatibilità cross-browser interverrò il prima possibile.
Approfitto di questa comunicazione di servizio per "pubblicizzare" anche il restyling di WebFruits (il sito), per il quale ho deciso di abbandonare il bianco a favore di uno stile decisamente più dark.
Ne parlerò più ampiamente quando riprenderò il discorso lasciato in sospeso sui trend del web design. Spero di riuscire a farlo presto, avevo diversi articoli in bozza e da pubblicare prima che la pausa forzata interrompesse il "lavoro". Quindi, si riparte presto.
A quanti di voi avranno la fortuna di chiudere baracca e burattini (blog compreso) e si concederanno una vacanza degna di questo nome dedico questo set di tre badge per blog. Potete utilizzarli nel caso voleste avvisare i lettori della vostra momentanea assenza in un modo alternativo al post. O complementare, si intende.
Nel mio caso, poiché starò fuori per tre settimane ma mi limiterò a trasferirmi da città a città, qualsiasi post o immagine di avviso sarebbero superflui o alquanto tristi. Niente mare o monti... rimango connessa, semmai con qualche limitazione dovuta al caldo e a una connessione non proprio efficiente.
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Ebbene sì, celebro anche io il Blog Day, ma lo faccio trasgredendo le "regole", ovvero segnalando 5 blog che non sono tutti nuovi e sconosciuti e che non sono così distanti dai miei interessi.
Sulla quantità mi attengo alle indicazioni, ma certo sceglierne soltanto cinque è impresa ardua...
CSS Juice
Blog sul web design: risorse, tutorial, notizie, showcase e molto altro. Il blog ha solo due mesi di vita, ma ne dimostra di più.
css4design
Blog dedicato agli aspetti sia tecnici sia grafici del web design (articoli, tutoriali ed esempi pratici).
ASK the CSS Guy
Una risorsa utilissima sui CSS. Il titolo è di per sé esplicativo.
Italian webdesign
Ne ho parlato qualche giorno fa in un post dedicato. Ho anticipato i tempi, quindi inserisco questo blog appena nato anche nella mia rosa dei 5.
Strange New Product
Il blog è una raccolta di prodotti bizzarri, originali, spesso del tutto inutili. Purtroppo è fermo a marzo 2007, ma lo segnalo lo stesso perché per chi non lo ha mai letto è di certo un ottimo momento di pausa dal web sul web.
La cifra in questione non è certo da far girare la testa, ma è di certo insolito che a metterla in palio come premio mensile sia una galleria CSS. I siti showcase e di ispirazione sono sovrabbondanti e, per lo più, tutti molto simili tra loro. Entità del premio a parte, a UniqueCSS va il merito di aver avuto, se non altro, un'idea originale, rendendo una vetrina per i migliori design una competizione a premi.
Ogni mese, infatti, una giuria seleziona tra tutti i siti segnalati sette finalisti. A fine mese, il sito più votato dagli utenti si aggiudica i 25 dollari e soprattutto la presenza in home page per l'intero mese successivo. In caso di mancata vittoria, si è comunque goduto di una qualche visibilità, poiché tutti i siti finalisti hanno il loro posto in home per l'intera durata della competizione.
Si può sempre provare. Attendo vostre notizie sull'esito finale, nel caso decideste di segnalare il vostro sito...
Dopo tanto penare (data la mancanza di tempo) sono riuscita a realizzare e mandare online la nuova versione del portfolio. L'aggiornamento era necessario, a mio avviso anche il redesign. Ho scelto di essere il più sintetica possibile, di eliminare il superfluo e selezionare i lavori più rappresentativi, sia nella sezione del web design (in cui però c'è ancora qualcosa da aggiungere) sia in quella dell'e-learning. Ho optato anche per un portfolio a pagina singola, nonostante - almeno così mi par di capire - i pareri su questo tipo di soluzione siano discordanti. A breve sarà online anche la versione inglese del sito.
Per quanto riguarda la grafica, non sono riuscita a tener fede a quella del blog, la voglia di cambiare ha avuto la meglio sui miei buoni propositi. Malattie del mestiere! Ora non so... in che modo e se interverrò per rimediare alla disomogeneità.
Passiamo alla "novità" di questa nuova versione: ho creato una sottosezione (anche questo caso si tratta di una singola pagina) - Webfruits Freebies - in cui ho pensato di accorpare i download di icone, bottoni, ecc. che finora avevo postato solo sul blog. Il materiale continuerà ad essere pubblicato anche sul blog, ma ho pensato fosse una buona idea raccoglierlo in modo meno dispersivo. Tra l'altro, ho diverse idee che mi auguro di concretizzare presto e avevo bisogno di una pagina ad hoc. Con il tempo forse creerò un sito a parte...
Poiché le risorse grafiche che metto a disposizione per il download sono spesso linkate da siti stranieri e dunque scaricate un po' da tutti, ho creato la sottosezione in questione esclusivamente in lingua inglese, anche perché davvero molto essenziale nei testi.
Annotazioni in stile Web 2.0 con Fleck, il servizio che consente di inserire brevi note e commenti in una pagina web e di condividerle via mail e via blog. Digitando l'indirizzo della pagina in cui vogliamo inserire annotazioni nell'apposito campo (home page di Fleck - Fleck the Web) si apre, contestualmente alla pagina, la Fleck toolbar, attraverso la quale è possibile aggiungere le annotazioni e salvarle. Per renderle pubbliche e fare in modo che altri possano leggerle e anche integrarle con nuovi post-it, occorre naturalmente condividere l'indirizzo web della pagina commentata, visualizzabile tramite click sul tasto "Blog" della toolbar.
Al momento Fleck rende disponibile un'estensione per Firefox, ma sembra sia prevista a breve anche un'implementazione per Internet Explorer.
Credo sia per ora un servizio scarsamente utilizzato, o almeno finora non mi è capitato di vederlo integrato in nessun blog tra quelli che leggo assiduamente. Ho testato velocemente Fleck su questo blog, facendo qualche prova, ma sarebbe interessante avere un feedback sul suo funzionamento da parte di chi già lo utilizza e soprattutto sul gradimento da parte degli utenti.
Il primo post della settimana lo dedico all'inaugurazione di questa nuova sezione, riservata alla pubblicazione di risorse grafiche di mia creazione liberamente scaricabili. Inizio con il primo set di una collezione di (maxi) icone per blog. Come è ovvio, non potevo non tener conto di quelle che sono tra le icone più utilizzate dai blogger, dunque questo primo pacchetto è dedicato a del.icio.us, Technorati, Flickr e ai Feed RSS.
Nel bene e nel male, un vostro feedback è gradito. Potrei così essere in tempo per aggiustare il tiro prima di pubblicare il secondo set.
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Aggiornamento 09.05.2007: ho completato il set di icone aggiungendo YouTube.
Aggiornamento 11.02.2008: ho modificato il set di icone eliminando alcune imperfezioni (potete scaricare la versione del set aggiornata e corretta).
Ho promesso diverse volte ai lettori che me lo hanno chiesto che presto avrei reso disponibili per il download nuovi set di icone. Effettivamente, in questi ultimi mesi di pacchetti di icone ne ho creati diversi che, però, per via di impegni lavorativi e non solo non riesco a completare del tutto. Stamattina ho deciso riprenderli in mano per non lasciarli ulteriormente in sospeso. E banalmente mi son chiesta quale riscontro possa avere ciò che si pubblica in un web così pieno di tanto, di tutto, di troppo. Così, per la prima volta e dopo cinque mesi ho pensato di dare un'occhiata al numero complessivo dei download dei tre set di icone per blog pubblicati finora.
Con mio grande stupore ho scoperto che i download totali sono stati ad oggi 6559, così suddivisi: 1641 download per il (max)Icone Blog - Set 1, 3963 per il (max)Icone Blog - Set 2 e 955 per il (max)Icone Blog - Set 3.
Mettendo da parte siti e blog dai grandi e "sproporzionati" numeri (che hanno un nome, una fama, una mole sterminata di contenuti, dunque milioni di visite al mese, introiti pubblicitari da capogiro, ecc.) e prendendo in considerazione solo i piccoli, non trovate che ci sia da meravigliarsi quando anche pochi lettori capitati per caso su un blog decidono di tornarci, di seguirlo tramite feed, di commentarne gli articoli, o per l'appunto di scaricare del materiale?
Il lavoro frenetico non mi ha consentito di occuparmi del blog aggiornandolo con nuovi articoli, ma conto presto di riuscire a ristabilire una continuità. I progetti in cantiere sono sempre tanti, ma il tempo sempre troppo poco. A breve, però, dovrei mandare finalmente online la nuova versione del mio portfolio (aggiornata con i nuovi lavori ma soprattutto completamente modificata)e, per quanto riguarda il blog, migrare a Wordpress.
Fatto questo, riprenderò un aggiornamento più costante del blog e, per iniziare, mi occuperò di rendere disponibili per il download altre e nuove risorse nella sezione web design freebies. Alcune, tra l'altro, sono in attesa di essere pubblicate da diverso tempo.
Per quanto riguarda il resto (in cantiere), per scaramanzia mi riservo di non anticipare ancora nulla per il momento.
Spero di ritrovarvi quando (molto presto) sarò di ritorno.
Vi presento webfruits .small size., il mio tumblelog.

La tagline non è casuale e credo sia un destino comune a molti. C'è solo da augurarsi che la "malattia" non degeneri nel compulsive hoarding digitale.
Gli accumulatori digitali compulsivi downloadano tutto il downloadabile (dvd, cd, e-book, musica, programmi televisivi, fumetti), posseggono ogni episodio di qualsiasi serie, ogni traccia audio di qualsiasi discografia, conservano tutte le e-mail inviate e ricevute da anni, non buttano nel cestino mai un documento, hanno una colonnina di preferiti lunga come un’autostrada, scaricano tutti i film possibili e immaginabili anche se sanno perfettamente che non li vedranno mai.
Per il momento "mi limito" alla colonnina di preferiti lunga come un'autostrada e ad altrettante colonnine sparse nei vari siti di bookmarking sociale. Chissà che un moleskine digitale non possa essermi di aiuto.
Eccomi di ritorno dopo qualche giorno con il primo set di bottoni per il web sociale. Sono 20 bottoni in due diversi formati e due varianti di colore.
Ultimamente ho testato diversi servizi che consentono l'aggregazione di identità create nei numerosi siti e network sociali. Effettivamente, poter segnalare con un solo link la propria (onni)presenza online facilita noi, gli altri e soprattutto alleggerisce sidebar spesso sovrappopolate. Molti di noi optano tuttavia ancora per la classica lista, a icone o testuale.
Ho pensato possa essere utile talvolta mettere in evidenza graficamente uno o più link a profili a cui si vuole dare rilevanza. In questo primo set ho inserito aNobii, coComment, Delicious, Digg e Facebook. Nel prossimo set troverete, invece, Flickr, LastFm, Pownce e Slideshare.
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Dopo una lunga pausa (estiva sì, ma non vacanziera, purtroppo) eccomi di nuovo ad aggiornare il blog. Mi auguro di ritrovarvi nonostante il prolungato black-out, eventualmente al termine di ultime e residue "fughe" agostane.
Proprio stamattina ho scoperto, attraverso la lettura di un forum a cui sono iscritta, un nuovo blog dedicato al web design che mi fa piacere segnalare a tutti gli appassionati, neofiti e addetti ai lavori. Si tratta di Italian webdesign, un blog/community rivolto soprattutto a chi si affaccia per la prima volta in questo mondo e vuole diventare webdesigner, come dichiara Lauryn, l'autrice.
Il blog è appena nato, ma è già stato istituito l'IWD Award. Se ritenete che il vostro sito possegga i requisiti richiesti, potete candidarlo.
In bocca al lupo a Lauryn per il suo blog!
Se siete in cerca di qualche minuto di fama e di visibilità per il vostro blog 9 Minutes of Fame è il sito che fa per voi. Ogni 9 minuti, infatti, 9mof propone un nuovo blog, riservandogli l'intera pagina. Unico requisito per avere, seppure per pochi minuti, l'esclusiva: essere molto rapidi e riuscire a inviare l'indirizzo del blog o del feed nel momento esatto in cui il counter segna lo zero. I blog che riescono ad aggiudicarsi i 9 minuti possono, in base al numero di visite ricevute, entrare nella classifica dei top.
Come ha scritto Ouriel Ohayon nella sua recensione su TechCrunch.fr il meccanismo di segnalazione dei blog è "frustrante" (non si può dire il contrario). L'idea, tuttavia, è simpatica.
Se non per qualche minuto di fama, almeno per qualche secondo di divertimento.
A pensarci bene, nel sovraffollamento del web avere uno spazio tutto per sé liberi da interferenze di altri blog/blogger/post, anche se per un tempo ridottissimo, è fantascienza...
AGGIORNAMENTO Proprio qualche minuto fa, a post già pubblicato, sono riuscita a battere qualcuno sul tempo. Oggi mi accontento con poco.
Il restyling del blog è ancora da completare, come potete ben vedere, ma ho pensato fosse il caso di portarlo a termine senza pregiudicare i tempi di posting, già nella normalità non troppo rapidi. Ecco quindi il secondo set di icone della collezione di (maxi) icone per blog. Stavolta ho "osato" con un effetto curl molto utilizzato nel web ma forse insolito per le icone, dunque non faccio previsioni circa un eventuale gradimento o meno da parte vostra.
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Oggi voglio segnalarvi questo menu realizzato da Stu Nicholls, l'autore del notissimo CSS Play. Si tratta di un menu circolare molto simile a quello creato ormai qualche tempo fa da Metal.ize. Stu Nicholls lo ha perfezionato aggiungendo dei sottomenu, sempre circolari, che si aprono con effetto hover in corrispondenza di ogni voce del menu principale.
Il risultato è davvero accattivante, grazie anche al bel set di icone utilizzato per la dimostrazione. Il menu, ci informa l'autore, è stato testato in IE6, IE7, Firefox, Opera, Safari e Google Chrome.
Per scaricare il menu è necessario inviare una mail all'autore e fare una donazione. Se lo si vuole utilizzare su siti personali occorre lasciare il copyright presente sul foglio di stile; nel caso di siti commerciali, è necessario chiedere l'autorizzazione.
Croce e delizia dei web designer, la voglia di restyling può a volte diventare incoercibile, così mi son ritrovata a tradire la "sacralità" del fine settimana per cercare di concretizzare l'insana idea di dare una nuova veste grafica al blog in tempi abbastanza brevi. Ci sono ancora cose da sistemare qua e là (il footer, in primis), ma il più è fatto.
Oltre a rinnovare radicalmente la grafica, ho riscritto l'intero codice per renderlo più pulito e soprattutto (completamente) tableless. Il precedente layout, ottenuto da una personalizzazione del template standard fornito da dBlog, faceva in parte uso di tabelle.
Ho cercato anche di alleggerire i tempi di caricamento delle pagine snellendo in modo consistente la sidebar, che finisce spesso per essere il contenitore di tutto l'eccedente (widget, ecc.). Tenterò di resistere anche in futuro alla tentazione di riempirla di superfluo.
Detto questo: che ne pensate? Idee, suggerimenti, critiche? Vi chiedo anche, nel caso notaste qualche malfunzionamento o errore, di segnalarmelo.
Anche se l'abito non fa il monaco, ogni tanto bisognerà pure cambiarlo...
Piccola digressione fuori tema: si rinnova quel che si può, nell'attesa lunga e disperata di veder rinnovato quel che lo necessita.
Sono 45 i blog designs eccellenti selezionati da Smashing Magazine nell'ultimo design showcase pubblicato. Inutile dire che molti tra quelli presenti nella lista sono "eccellenti" anche dal punto di vista del grado di popolarità e fama di cui godono all'interno della blogosfera.
Suddivisi in base alla piattaforma utilizzata (Django, ExpressionEngine, Textpattern, Wordpress, ecc.), i blog elencati sono stati scelti in funzione di un criterio spesso sottovalutato: l'attenzione ai piccoli dettagli.
Pretty and colourful header-graphics doesn’t make a good blog. The blog needs a solid visual structure, a profound hierarchy of site elements; it also has to be able to build some kind of a bridge between the content and its presentation. To do this, you need to think about precision, minimalism and sound use of illustration [...] Below you’ll find 45 excellent blog designs which impress with creative approaches and attention to details; hopefully you’ll find new ideas you can develop further in your own designs.
Confesso che, pur non mettendo in dubbio che tutti i blog citati rispettino il criterio, ne avrei ignorati alcuni inserendone altri al loro posto; del resto tra molti design ottimi da tutti i punti di vista - e quindi teoricamente di valore equivalente - si finisce sempre e comunque con l'avere delle preferenze. Queste sono le mie, in ordine di gradimento. Mi limito alle prime tre.
Al di là della selezione proposta da Smashing Magazine, questi tre blog sono tra quelli che apprezzo di più, insieme a molti altri che mi trattengo per il momento dall'elencare (ma che risiedono in un'apposita cartella dei preferiti denominata "blog da segnalare sul blog", quindi prima o poi...). Su tutti, comunque, per quanto mi riguarda, primeggia in maniera assoluta il blog di Veerle Pieters.
Ho già parlato qualche tempo fa dei più grandi siti orizzontali finora mai realizzati e del sito più lungo del web. A proposito dei primi, ho scritto che pur essendo degli esperimenti trovano la loro piccola ragion d'essere nelle problematiche e nelle prospettive di sviluppo del web design orizzontale; riguardo al secondo, ho detto che non è, come qualcuno lo ha definito, un infamous CSS experiment, ma di certo un esperimento inutile. Che dire dei siti più piccoli del mondo?
The smallest full featured website on the planet! Only 100x100 pixel incl. a flash game. Il primo sito di dimensioni ridotte ad apparire sul web è stato, nel 2001, little.kosmann.com: news, link e un videogioco in 100x100 pixel e un (mini) layout grafico curato e ben fatto nonostante i limiti imposti dalle dimensioni.
World's smallest website. Con un'area di navigazione di 18x18 pixel, nel 2002 veniva lanciato e si autoproclamava sito più piccolo del mondo Guimp (acronimo di Graphical User Interface for Miniature People). Sembra che Alan Outten, il suo creatore, abbia dichiarato di aver ideato Guimp semplicemente per testare la definizione del suo schermo; fatto sta che il mini-sito ha avuto da subito un grande successo in termini di visite, cinque milioni solo nel primo anno. Navigabile in versione sia flash sia html, in soli 324 pixel di superficie e 300 KB di spazio su server Guimp contiene una "galleria" d'arte e una riservata ai ritratti di personaggi famosi, una sezione di poesie haiku, una rassegna di link, un mini-form di ricerca di Google e altro ancora. Particolarmente nota è la sezione dei giochi in flash, in cui vengono riproposti in versione miniaturizzati i classici e retrò Pong, Break-Out, Pacman, Space Invaders, Asteroids e non solo.
Successivamente, hanno raccolto la sfida della miniaturizzazione Coolornot, con i suoi 17x15 pixel e dot16, 16x16 pixel e un'introduzione animata che mostra l'impossibilità per Guimp di "entrare" in dot16.
The smallest website ever, smaller than guimp or dot16. A più riprese, tutti i record dei mini-siti sono stati perfezionati e ampiamente superati, fino ad arrivare con One Pixel Website ad una risoluzione di 1x1pixel, a un sito composto da un solo pixel bianco lampeggiante su sfondo nero che "trasmette" in codice Morse la frase What hath God wrought?, ovvero il testo del primo messaggio inviato in alfabeto Morse da Samuel F. B. Morse il 24 maggio del 1844. E' lo stesso creatore del sito, Sander Voerman, a spiegarlo nella pagina web a cui si accede cliccando il pixel.
Nell'impossibilità di battere anche quest'ultimo record, qualcuno ha pensato di provarci comunque e di portare a conseguenze ancora più estreme il web microscopico, fino al punto da renderlo inesistente; è il caso di World's Smallest Web Site: Zero Pixels. 0x0 pixel, oltre non si può.
Sperimentazioni estreme e dimostrative, virtuosismi e niente altro. Divertenti o no, fate voi. Mi riprometto nel prossimo articolo di parlare di alcuni siti che, non eccedendo nella miniaturizzazione (seppur limitando notevolmente le dimensioni), riescono a mantenere integri sia la navigabilità dei contenuti sia l'aspetto grafico.
L'idea, illustrata in un articolo pubblicato su Onyx Design, consiste nel modificare il colore di un'icona RSS utilizzando una sola immagine (sempre la stessa) e intervenendo di volta in volta sul foglio di stile.
Come? In modo molto semplice. Si tratta, infatti, di creare un div delle stesse dimensioni dell'immagine, di utilizzare l'immagine (in formato .png) come background-image del div e il colore che si è scelto per l'icona come background-color.
Nell'articolo trovate una spiegazione dettagliata con il codice da utilizzare e il link a una pagina di esempio.
Finalmente ho trovato un po' di tempo per rinnovare il design del mio tumblr (webfruits .small size.). Ho abbandonato il bianco della precedente versione e utilizzato la palette di colori del mio portfolio, concedendomi la libertà di accentuare la vivacità e brillantezza di alcuni colori in contrasto con un background molto scuro.
Ho ricominciato a depositare lì alcuni appunti e avevo bisogno di cambiare. Un piccolo restyling era d'obbligo. Del resto, grafica e colori diventano facilmente un'ossessione per gli addetti ai lavori.
Al momento, solo con il blog resisto alla tentazione e non cedo al dark integrale. Se proprio non avete nulla da fare, dategli un'occhiata.
Ieri mentre stavo creando uno sfondo con una texture in legno ho ceduto alla tentazione di provare ad applicarla anche ad alcune icone, così ho realizzato questo set di icone RSS con effetto legno. Il risultato è forse un po' bizzarro. Prendetela come una piccola sperimentazione. Il wood background è abbastanza diffuso e sono numerosi i siti web che lo utilizzano, ma non so se qualcuno ha già provato a realizzare con la stessa tecnica anche delle icone. Ne avete viste altre in rete?
Download is free, however, if you want to support me or encourage new freebies, you are welcome to make a donation via PayPal.
Tutte le icone sono distribuite sotto Licenza Creative Commons
Icone: 12 Formato: .png Download: 128.26 KB (.zip)
È passato poco più di un mese dal suo lancio e, ad oggi, la petizione promossa dall'ANITeL No Copyright su formazione, insegnamento e cultura senza fini di lucro è stata sottoscritta da 6770 persone. La raccomandata, con allegata richiesta di pagamento di 4.740 euro, fatta recapitare a suo tempo dalla SIAE al prof. Enrico Galavotti dopo aver rilevato all'interno del suo sito (non profit e con finalità didattiche!) "la riproduzione di opere dell'arte figurativa protette in base alla legge italiana sul diritto d'autore (Legge 22/4/1941, n. 633) in quanto create da artisti viventi o scomparsi da meno di 70 anni" ha dato l'avvio non solo alla petizione web ma anche a un'interrogazione parlamentare firmata dal senatore dei Verdi Mauro Bulgarelli per introdurre il fair use in Italia.
Le reazioni della SIAE non si sono fatte attendere. Dopo aver spiegato su Punto Informatico i motivi alla base dell'intervento sanzionatorio (intervista del 14 febbraio al direttore della sezione delle opere letterarie e arti figurative, OLAF, Luigi Cecere), la Società degli Autori e degli Editori è tornata a chiarire la propria posizione con una nota pubblicata sul suo sito, Diritto d'autore, didattica e web, in cui definisce la campagna in atto una campagna di disinformazione e priva di fondamento e nega di assumere un ruolo punitivo nei confronti della didattica. Rispetto al caso specifico del sito "incriminato", si legge:
In riferimento alle immagini utilizzate recentemente da un sito, autodefinitosi didattico, la Siae non ha denunciato nessuno, ma ha agito doverosamente secondo il suo mandato per far rispettare il diritto d’autore. Chiunque immette in rete opere tutelate dovrebbe sapere che vanno corrisposti diritti. Inoltre bisogna specificare la differenza fra un sito didattico e un sito culturale. Non basta che sia un professore a gestire un sito. Didattico è un servizio limitato alla cerchia degli studenti, delle famiglie e dei professori con un’attività ben precisa e scandita. Per esempio i siti universitari e scolastici che fanno didattica offrono filtri come lo username per utilizzare materiale specifico ecc… Diverso il caso del servizio culturale invece aperto a tutti che offre riviste, libri, pubblicazioni e siti. E’ chiaro che in questo caso venga corrisposto, sia pure in forma minima, il diritto d’autore.
Dobbiamo rassegnarci a quanto affermato nella sua lettera di sostegno alla SIAE da Christiane Ramonbordes, direttore generale dell’Adagp, ovvero all'idea che la teoria della cultura gratuita è un’illusione?
Staremo a vedere. Di sicuro c'è, come si legge nell'appello per uno sciopero degli acquisti per l'intero mese di marzo diffuso dall'associazione Partito Pirata, che l'unico modo di farsi valere, come fruitori, è di toccare i detentori dei diritti, che sono ormai considerati dinastici, nel portafoglio.
Supponiamo che la tenacia sia in voi una dote innata e che la messa in atto delle strategie suggerite nella prima parte non si sia rivelata così onerosa da infliggere un colpo mortale alla vostra ambizione. Bene: per voi "irriducibili" è arrivato il momento di procedere nel percorso che vi consentirà di concretizzare l'aspirazione e ascendere allo status di blogstar. Forse, è bene precisarlo; nonostante la validità di alcune tecniche, la presenza di variabili imponderabili fa sì che nell'ambito non si dia nessuna certezza.
D'ora in poi sarà necessario agire su più fronti contemporaneamente e il multitasking coatto sarà la vostra parola d'ordine. Sostanzialmente, dovrete sudare 7 camicie (nei casi disperati sarà necessario ricorrere ai multipli) per accaparrarvi un posto nella blogosfera e successivamente consolidarlo, concentrando le energie in due direzioni principali: il blogging, e questo va da sé, e il social networking, con tutti gli annessi e connessi. I due fronti, pur con le loro specificità, sono intimamente correlati, per cui nell'esposizione di quanto segue non si ricorrerà a categorizzazioni rigide.
Sui contenuti. Prendere la scorciatoia
Dando per assodato che abbiate introiettato la teoria del citazionismo ruffiano di cui si è già parlato e che sia ormai una prassi riservare di tanto in tanto un post a quel che ha detto/scritto/fatto una blogstar, occorre ora far ricorso a strategie che vi consentano di acquisire visibilità e notorietà su larga scala in un sol colpo. Requisiti necessari: una buona dose di furbizia e quel po' di fortuna che basta.
6. Della notorietà il seme: lanciate un meme
La pratica è ormai inflazionata e il rischio di fare un buco nell'acqua non può essere ignorato, tanto più che a renderlo insidioso si aggiunge il meccanismo autoreferenziale dei meme. Se non avete già costruito una fitta rete di relazioni sociali - ovvero se non siete già entrati a far parte della "cricca" - non sarà facile trovare qualcuno da chiamare in causa per sollecitare la condivisione collettiva e a cascata. Vale la pena, tuttavia, tentare, non fosse altro perché potreste avere la fortuna di quanti, prima di voi, hanno adottato questo tipo di strategia con il risultato di salire alla ribalta della blogosfera e in alcuni casi anche dei media tradizionali.
Lanciate un meme, tenendo presente che l'idea non deve essere necessariamente intelligente; l'importante è che per qualche misterioso motivo desti la curiosità, l'interesse e la partecipazione di qualche blogger e di una o più blogstar. L'effetto domino e il tam tam non sono assicurati ma sono probabili.
Nel caso il ricorso a questa pratica dovesse tirarvi contro delle critiche, non fatevi trovare impreparati: abbiate l'onestà di ammettere che si tratta di una strategia spudorata di self-marketing, ma ricordate agli eventuali censori che le distinzioni teoriche tra meme e catene di S. Antonio - nobili i primi, infime le seconde - nella pratica attuale vengono trascurate più o meno da tutti e sono il rank e la popolarità ad avere la meglio sulle buone intenzioni dei buon intenzionati.
7. Affidatevi ai contest
Non è detto che la capacità di autopromozione sia un vostro talento e se non lo è occorre fare in modo che lo diventi, poiché è necessaria e imprescindibile per la realizzazione del vostro scopo. L'esercizio paga e alla lunga consente di acquisire abilità e perfezionare tecniche; non scoraggiatevi, dunque, e proseguite nella direzione intrapresa con la consapevolezza che i primi risultati mitigheranno qualsiasi scrupolo di coscienza.
Tentate la via dei blog contest, che per quanto non inedita e ormai collaudata è un'ottima soluzione per promuovere il vostro blog in poche mosse e senza grandi scervellamenti. Il contest che funziona di più, ça va sans dire, è quello che prevede un premio in palio, se della categoria gadget tecnologico ancor meglio.
Ricordate che attraverso questo strumento state sostanzialmente "comprando" l'aumento di accessi, di backlinks, del pagerank e del ranking technorati (in poche parole, popolarità e autorevolezza), quindi potreste decidere di investire qualche euro - forse un po' di più - nell'acquisto di un premio. In alternativa, potreste sperimentarvi nell'arte del riciclo, ad esempio di un premio vinto partecipando voi stessi a un contest, oppure resuscitare qualche cianfrusaglia vintage. Sappiate, però, che più prestigioso sarà il premio più il vostro contest sarà appetibile.
Risolta la questione premio, non vi rimane che scegliere la tipologia di contest da lanciare. Le possibilità sono due: ai più spudorati si suggerisce di optare per la formula minimo sforzo/massimo beneficio per tutti, ovvero per un'estrazione a sorte tra coloro che parteciperanno inserendo semplicemente sul proprio blog la segnalazione del contest; ai più moderati si consiglia il ricorso a competizioni a tema che richiedono un impegno creativo da parte di quanti ambiscono alla vittoria. Questa seconda soluzione richiederà uno sforzo di valutazione sul materiale ricevuto, ma se deciderete, ad esempio, di premiare chi realizzerà il miglior header per il vostro blog, il compito sarà ben ripagato e il guadagno doppio.
Social(izzare) è l'imperativo
Social bookmark, social news, social networking, social sharing: ovvero, il vostro pane quotidiano, l'unico vero grande imperativo categorico dal quale vi sarà impossibile emanciparvi, pena la compromissione degli anelati risultati in termini di visibilità e popolarità. Per essere chiari, sappiate di dover essere disposti a rinunciare a qualsiasi forma seppur minima di vita sociale (vera e propria), con tutte le conseguenze del caso, a cominciare dall'insorgere di rivendicazioni familiari che possono in alcune circostanze sfociare in veri e propri drammi, sentimentali ed emotivi. Già, perché per realizzare il vostro scopo qualche rinuncia e qualche sacrifico vanno pur fatti. Abbandonate da subito l'idea di poter conciliare le aspirazioni da blogstar con i tempi e gli spazi richiesti dal privato e cominciate a lavorare duro alla condivisione e alla creazione e gestione di relazioni (sociali, ma digitali).
8. Siate onniscienti
Commentare i post di altri blogger (eventualmente inserendo un rimando al proprio post qualora si sia ripreso il tema) è un'attività di promozione irrinunciabile per instaurare relazioni con i colleghi di blogosfera e, di conseguenza, uscire dall'anonimato e diventare il più possibile visibili.
Essere o fingere di essere esperto in questo o quell'altro argomento è un requisito essenziale per poter intervenire il più frequentemente possibile alle diverse tipologie di conversazioni sociali. A meno di non voler cadere in reiterati e controproducenti off-topic, siate dei tuttologi, per quanto improvvisati; questo vi garantirà una partecipazione assidua, uno scambio quasi alla pari anche con i blogger autorevoli e, nel contempo, di esserci, sempre e comunque. A questo riguardo, la raccomandazione è di acquisire preliminarmente e in tempi rapidi la capacità di celare e rendere insospettabile ogni eventuale, gigantesco, cosmico disinteresse per l'argomento oggetto di discussione.
9. Siate onnipresenti
Esserci sempre e comunque. Se avere il dono dell'ubiquità è impossibile, con qualche sforzo e utilizzando gli strumenti adatti in rete l'onnipresenza è quasi alla portata. Partite dal presupposto che voi con il vostro blog dovete essere sempre in vetrina e che si tratta di generare un circolo vizioso: più sarete visibili, maggiori saranno le relazioni che instaurerete e viceversa. Dando per certo che sia una prassi consolidata commentare, linkare all'esterno e sintonizzare quel che si scrive con gli argomenti più quotati nella blogosfera, occorre ora dedicarsi anima e corpo alla socializzazione, in tutte le sue forme: scambio, condivisione, partecipazione, aggregazione.
Per cominciare, segnalate il blog e i singoli post nella miriade di siti di social bookmarking, social news e aggregatori vari; con il tempo, saranno magari i vostri lettori a farlo, ma in attesa che ciò avvenga è meglio anticipiate i tempi.
Fatto questo, non vi scoraggi sapere che siete ancora lontani da una sindrome ossessivo-compulsiva da networking ; sì, perché per quanto il vostro blog con post annessi sia "spalmato" in ogni dove, la vostra identità online non ha ancora preso forma. Di certo avete un account con Technorati e uno con del.icio.us, ma pensate possa bastare?
10. Costruite la vostra identità online
Non illudetevi! Dovete ancora entrare a far parte di qualche social community, altrimenti non sarà facile instaurare ulteriori e nuove relazioni e creare quell'intreccio di rimandi e rimbalzi infiniti così necessari allo scopo che vi siete prefissati. E perché non condividere foto, video e gusti musicali e chi più ne ha più ne metta con chi ha interessi affini ai vostri?
Le relazioni vanno coltivate e, se possibile, ampliate a macchia d'olio, ma la macchia non può certo rimanere circoscritta ai colleghi blogger; è il caso, visto che ci siete, di creare anche un profilo su almeno un social network professionale che vi consenta di allargare la rete di contatti a colleghi (ex, attuali e potenziali) veri e propri.
Abbiamo solo fatto qualche esempio, naturalmente. Quel che dovete tenere a mente e che pretende rassegnazione è che la logica del sociale è spietata e richiede, oltre a moltissimo tempo, grande attenzione alle novità e alle tendenze della blogosfera circa i servizi più apprezzati e utilizzati. La quantità di account e password diventerà presto ingestibile, ma il web sociale vi aiuterà anche in questo.
Non fatevi spaventare da quella che sembra essere di primo acchito un'impresa titanica, con il tempo vi abituerete ed è probabile che l'insorgere di una dipendenza contribuirà ad annullare effetti fisici e psicologici nocivi. In sostanza, l'appagamento di un desiderio incoercibile sarà superiore a qualsiasi tipo di stress e fatica.
Arrivati a questo punto, forse ha senso inserire nella sidebar del blog un bel widget come ShowYourself. E forse avrete raggiunto i vostri obiettivi. Sempre che, tra una cosa e l'altra, abbiate trovato anche un po' di tempo per cinguettare...
Nonostante la mia nota idiosincrasia per i meme - testimoniata dal non avervi mai partecipato sinora - ho deciso di accogliere l'invito di Annarita e di rispondere alla fatidica domanda come sei diventato blogger?
Colgo l'occasione, prima di cominciare, per rinnovare ad Annarita il mio ringraziamento per aver segnalato Webfruits sul suo blog e per l'apprezzamento espresso. Passiamo al meme.
1. Chi o cosa ti ha spinto a creare un Blog?
Correva l'anno 2005, per via di vicissitudini personali varie non me la passavo molto bene, così nel tempo libero imbrattavo fogli digitali e non di tutto quell'astratto e razionalizzato che ci consente di uscire fuori da noi stessi ed è, per questo, una via d'uscita salvifica. Nel mese di giugno pensai di continuare la "cura" e proseguire sulla via del "distoglimento da me stessa" condividendo con gli altri i miei imbrattamenti. Diedi vita così al mio primo blog, Libera[diversa]mente. Terminata la cura, dopo un anno, chiusi il blog, con l'intenzione di aprirne prima o poi un altro, sempre personale.
Piccola parentesi sull'etichetta personale: sono alla ricerca di una dicitura migliore, poiché non ho mai scritto della mia persona né (dis)onorato i piccoli eventi accorsi sempre alla mia persona e alla mia vita con la cronaca. Comunque, accontentiamoci del termine.
Nel frattempo, decisi di passare dal personale (per l'appunto!) al professionale, dedicando un blog a tematiche inerenti alla mia attività professionale e alla mia grande passione, il web design. Nacque così, un anno fa, Webfruits.
Non si vive di solo web design, direte voi. E infatti, nel mese di giugno 2007 - come scritto in un post autopromozionale - la mancanza di un luogo in cui riversare deliri in forma scritta e scritti deliranti mi ha portato all'insana idea di aprire un altro blog, Pagine Imperfette, "personale" come il primo ma senza nessuna connessione con eventuali terapie d'urto per l'anima, per il momento.
2. Il tuo primo post?
Il mio post, pubblicato sul mio primo blog e quindi non più online ma conservato in locale, era semplicemente una citazione, un monito a non cadere nel sentimentale e nello stucchevole (nel banale?) e insieme una provocazione all'indirizzo generico di una tipologia di blog che non apprezzo:
Se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi.
Forse mio malgrado lo farò.
Quando è il caso di andare oltre il senso letterale.
3. Il post di cui ti vergogni di più?
Forse... questo? No, non so, non saprei, credo nessuno.
4. Il post di cui sei più fiero?
Difficile rispondere, ce ne sono diversi. Per quanto riguarda Pagine Imperfette (al quale ahimé non ho il tempo di dedicarmi come vorrei), per motivi che non sto a spiegare e costringendomi a una selezione riservo un posto privilegiato a Lo scriba è chino, Drammaturgia romantica e Specchio riflesso. Passando a Webfruits... davvero non saprei, ma penso che uno dei miei primi post, passato inosservato, contenesse spunti di riflessione interessanti.
Sapete che è mia consuetudine da qualche tempo sottoporre alla vostra attenzione - e al vostro giudizio! - alcuni dei miei lavori (quelli che per diversi motivi decido di inserire nella sezione dedicata al web design del mio portfolio).
Oggi vi presento, dunque, l'ultimo sito realizzato, online da qualche giorno: Tall Club Italia, il primo tall club italiano, la prima blog community che si propone di condividere informazioni, interessi, problemi di ordine pratico, consigli, semplici sfoghi e aggregare persone più alte della media o, per dirla tutta, persone... all'altezza!
Il blog è stato sviluppato su piattaforma Wordpress, rispettando naturalmente gli standard web, con codice XHTML e CSS validi. L'unico problema di validazione al momento è dato dal foglio di stile del plugin per il social bookmarking Sociable, che utilizza la proprietà opacity, ma vedrò di rimediare.
Come vedrete, ho optato per la semplicità e la linearità, dal punto di vista sia della struttura sia del visual design e per uno stile clean ed essenziale seppur non minimalista.
Il logo è stato concepito con l'obiettivo di coniugare sintesi visiva, comprensibilità e riconoscibilità ed è stato volutamente realizzato all'insegna, di nuovo, della semplicità.
Ma non voglio dilungarmi nella descrizione delle fasi di ideazione e realizzazione... Vi invito a visitarlo e a farmi sapere cosa ne pensate. L'invito ovviamente è rivolto anche a coloro che non fanno parte della categoria degli "spilungoni".
I siti showcase e di ispirazione sono ormai numerosissimi e molti ne continuano a nascere; molti, c'è da dire, in compenso muoiono. Per tenere sempre aggiornato l'elenco, ho pensato di "scompattare" la lista che avevo pubblicato tempo fa - Ispirazione: 170 gallerie e showcase - e di gestire le tre nuove liste (CSS Showcase, Mixed Showcase e Flash Showcase) con Diigo. In qualche modo ci si deve pur facilitare la vita no?
La prima che pubblico qui sul blog è quella dedicata alle gallerie CSS. Oltre alla lista testuale ho creato, come vedete, uno slideshow con tutti i siti CSS showcase presenti nell'elenco. Così, in pochi secondi, è possibile passare da un sito all'altro e visualizzare immediatamente le novità presenti in home page. Mi auguro che questo possa agevolare chi ha bisogno, come me, di dare una scorsa veloce alle diverse gallerie di tanto in tanto...
*La lista è aggiornata costantemente*
Ultimo aggiornamento: 19.02.2008
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- Stylegala Stylegala is an online resource and inspiration guide for web agencies, designers and developers who take interest in websites that combine the powers of design, web standards and CSS
- StyleTheWeb.com Categorized CSS Gallery and Website Design Inspiration
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- Web Gallery A Web Gallery for the Web of the Future
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Nel mio post inaugurale di ieri dicevo che per ritocchi e aggiunte al blog c'è sempre tempo. Per nulla influenzata dalla miriade di luoghi comuni sul tempo, per i quali è denaro, è tiranno, chi ce l'ha è meglio che non l'aspetti e molto altro ancora, stamattina ho deciso comunque di non perderlo e completare "l'opera". Tra le tante cose, ho provato a inserire le ormai diffusissime tag clouds utilizzando ZoomClouds, noto aggregatore grafico di tag.
Con l'intenzione di fare un semplice testing e decidere in seguito il da farsi, in pochi secondi ho creato il mio account e inserito sul blog i codici necessari. Più semplice di così! Niente di più semplice in effetti, se non fosse che ancora nessuna nuvola di tag ha fatto la sua apparizione in questo cielo virtuale.
Data la semplicità con cui è possibile integrare ZoomClouds nel proprio blog o sito web, al momento mi è ignota la causa del mancato funzionamento e mi sembra difficile identificarla. Come spesso capita, è con i problemi e gli errori tecnici microscopici che si diventa ciechi e si spreca materia grigia in abbondanza senza risultati immediati (o no?).
In attesa di un insight provvidenziale, ho fatto qualche ricerca in rete per tentare di anticipare i tempi di risoluzione dell'arcano e sul blog Edit di HTML.it mi sono imbattuta nella lettura di un interessante post sulla programmazione di una tag cloud. L'esempio a cui si fa riferimento è in Coldfusion. Per chi fosse interessato, sul Marlenek's (d)Blog è possibile trovare la riscrittura del codice per la realizzazione di una tag cloud in ASP. Il post è di qualche tempo fa, non so se nel frattempo il codice è stato rimaneggiato e segnalato in altri interventi.
Blogstar non si nasce, si diventa. Dicono. Gli aspiranti al ruolo non mancano, questo è certo. Sono più o meno nascosti,
più o meno espliciti negli intenti, ma ci sono.
Laddove non li vedi lanciarsi in disquisizioni e ipotesi e tesi sul metodo è perché hanno già superato la fase teorica
e sono drammaticamente (per i non aspiranti, si intende) alle prese con quella pratica. Molti di loro, però, è proprio
sulla fase propedeutica all'agire che
incontrano i primi ostacoli: rifiutando l'approccio empirico, il procedere per tentativi ed errori e
in attesa di una linea strategica che garantisca risultati certi, piegano la propria ambizione
all'indecisione e, da lì in poi, si vedono impegnati a far rientrare nella normalità livelli di frustrazione
cresciuti in modo esponenziale.
Il fenomeno, questo può esserci forse di sollievo, non è solo italiano; tutta la blogosfera è paese e
a cambiare sono soltanto le denominazioni, così si moltiplicano le ipotesi sulle regole da seguire
e le strategie da adottare per diventare una blogstar, un bloguer influent,
un A-Blogger.
Al di là della discrezione con cui si selezionano e redigono le "n. regole d'oro" e dei diversi approcci metodologici, è possibile individuare tecniche infallibili e valide universalmente?
Vediamo. Un decalogo che si rispetti esige una sitematizzazione.
Si tratta, naturalmente, di suggerimenti per i saranno famosi della blogosfera, non di indicazioni su come essere
un buon blogger e costruire un ottimo blog. Quindi, non aspettatevi il serio ma rassegnatevi al faceto.
Sapersi orientare
Per cominciare - e partendo dal presupposto che abbiate già individuato la parte di blogosfera di vostro interesse (affine al vostro blog per argomenti, tematiche, ecc.) - è essenziale che abbiate una visione d'insieme delle gerarchie, dei ruoli e delle interrelazioni che la caratterizzano.
1. Elaborate una mappa (di parte) della blogosfera
Arrivati per caso o tramite motore di ricerca su un blog autorevole, l'immancabile serie di link ai blogcheleggo/cheseguo/amici/variedeventuali vi risucchierà nel vortice dei rimandi e dei click infiniti. Se sopravviverete ai primi giorni di zapping frenetico, la mappa dei blog su cui concentrare la vostra attenzione, interconnessioni comprese, prenderà forma spontaneamente e avrete chiaro che trattasi di una grande, enorme, gigantesca matrioska. Conservate memoria (fisica o mentale) della mappa, perché vi sarà utile in un secondo momento per sapere dove e come muovervi.
Farsi notare
Può essere sufficiente che una sola blogstar vi citi o inserisca un link al vostro blog all'interno di un post per uscire miracolosamente dall'anonimato. Fate in modo che le blogstar parlino di voi.
2. Scrivete del blogger autorevole
Un blogger famoso non parlerà mai di voi se voi non parlate di lui.
Come essere notato, citato, linkato? Semplice. Dopo aver individuato il blogger su cui convergono
le vostre speranze di fama, scrivete di lui o di qualcosa che lo riguarda. Non dimenticate di inserire nel post
un link al suo blog, perché sarà questo l'unico modo in cui voi potrete comparire nelle
sue statistiche e lui potrà risalire a voi. A questo proposito, mettetevi al riparo da possibili anche se
poco probabili mancati click sul link cliccandolo voi per primi, così da assicurarvi una prima visibilità di base. Se temete possa non bastare esagerate pure con ripetuti click, più volte al giorno per più giorni; in questo modo oltre a compiacere l'ego della blogstar attirerete la sua curiosità verso un presunto (il vostro) blog "importante".
3. Siate adulatori o dissacratori, ma coerenti
Tenete in considerazione che non solo l'accondiscendenza e il compiacimento, ma anche lo schierarsi contro e il confutare possono sortire effetti positivi e ritenervi degni di attenzione da parte della blogstar. Insomma, il luogo comune del bene o male, l'importante è che se ne parli mantiene intatta la sua validità anche nella blogosfera; ovviamente, il principio è bidirezionale, non amareggiatevi quindi se riceverete critiche o attacchi da uno o più blogger influenti, perché vi saranno comunque utili e vi consentiranno di raggiungere i vostri obiettivi.
Scegliete, dunque, una linea di comportamento precisa e univoca. Che sia nel senso di un'adulazione acritica e perversa o di una feroce polemica non importa, quel che conta è che siate coerenti e la manteniate costante nel tempo.
4. Metteteci del vostro
Bene, magari la fortuna è stata dalla vostra parte e la blogstar in questione vi ha citato/linkato. Se la suddetta dovesse avere - come la maggior parte dei blogger autorevoli (del resto il ruolo lo impone!) - tempi di posting frenetici, il post con relativo link al vostro blog scomparirà presto dalla home page per finire nelle pagine di archivio. In questi casi, meglio metterci del vostro, palesandovi nei commenti. Partite in sordina, e procedete in un lento crescendo, aumentando via via la frequenza degli interventi. Simulate classe e discrezione, altrimenti potreste essere presi in castagna.
L'eventuale segnalazione su una o più pagine del blog-bersaglio dei commenti più recenti giocherà ulteriormente a vostro favore.
Creare l'illusione
Sebbene non sia compito facile, vale la pena tentare. Abbiate cura, quando ne avete l'occasione, di ricordare (far credere) ai vostri lettori di avere a che fare con un blogger che sa il fatto suo.
La suggestione ha effetti sorprendenti e il suo potere è ancora più grande quando trattasi di suggestione condivisa da un gruppo, quello per l'appunto dei vostri affezionati.
5. Fate in modo che i vostri lettori pensino siate (già!) una blogstar
Con l'aplombe e la compostezza degni del caso e il fare di un veterano del blogging, cercate di influenzare la percezione che i lettori hanno di voi nella direzione di una vicinanza, affinità e "confidenza" con una o più blogstar. Ad esempio, non esitate a chiamare per nome il blogger famoso citato in un vostro post, tralasciando il cognome ed evitando nel modo più assoluto
di utilizzare il nickname. Per una sorta di effetto alone verrete avvolti anche voi (in parte, beninteso) da quell'aurea di importanza e autorevolezza posseduta da pochi e agognata da molti. Il chiacchiericcio e il passaparola vi verranno probabilmente in aiuto, consolidando la suggestione ed estendendola ad altri. Non sottovalutate l'importanza di questo fattore, perché l'esperienza dimostra che spesso il semplice credere che qualcosa sia vero finisce per renderlo tale.
Dopo aver inaugurato la sezione webdesign / freebies ho pensato fosse necessario crearne un'altra per poter pubblicare risorse grafiche liberamente scaricabili non riguardanti necessariamente il web design. Ecco quindi la nuova sezione, in cui inserirò idee, spunti, lavori grafici (all'occorrenza "esperimenti") di vario tipo.
Complice l'influenza, in questi giorni di immobilità mi sono dedicata alla realizzazione di alcuni sfondi per desktop. Devo dire la verità, è stato anche un modo per rinnovare il mio, di sfondo, che solo il suo essere digitale ha preservato dal logorio del tempo.
Assecondando una delle mie grandi passioni, ho cominciato con una serie di wallpapers dedicati ai miti e alle leggende del cinema. Quelli che vi propongo oggi sono dedicati a Audrey Hepburn. Una scelta, credo, abbastanza "femminile", sia per il soggetto sia, di conseguenza, per i colori e lo stile utilizzati. E pensare che tra i lettori assidui di donne ce ne sono davvero poche, o comunque sono poche quelle che danno un segnale della loro presenza attraverso i commenti...
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Qualche giorno fa ho installato l'ottimo plugin per dBlog sviluppato da Simone Rodriguez top commentatori del mese. Lo potrete vedere in azione nella sidebar non appena arriveranno nuovi commenti (con l'inizio del nuovo mese, infatti, l'elenco è stato automaticamente "resettato"). Ho colto così anche l'occasione per disabilitare il nofollow (come da default del plugin).
Via il rel=nofollow, dunque. Un backlink non ha mai fatto male a nessuno, meno che mai ai lettori e commentatori fedeli, che una seppur minima ricompensa la meritano. Per quanto riguarda gli eventuali "incursori selvaggi", mi armo di santa pazienza... e nel frattempo mi occupo di apportare ulteriori modifiche ai commenti, che ne hanno bisogno.
Torno sul tema degli attuali clichés del web design - che avevo introdotto brevemente in un precedente articolo e che mi ero ripromessa di approfondire -, prendendo spunto da una critica rivolta al mio blog e, più in generale, al trend che vede nello stile 2.0 lo stile più diffuso nel web design.
La critica è un commento postato su Stylegala in risposta alla segnalazione spontanea del mio blog da parte di un utente nella sezione delle news di marzo. (La segnalazione è stata rimossa ieri poiché relativa a un blog non in lingua inglese.)

Arrivo al dunque, non prima di ringraziare chi di dovere per la segnalazione e precisare, anche se i pochi ma buoni lettori assidui lo sanno bene, che questo non è un blog interamente ed esclusivamente dedicated to "Web 2.0" reflections and glossiness. Le liste di tutorial Web 2.0 Logo e Web 2.0 Text Effect pubblicate di recente devono aver ingannato qualcuno.
Nel mio
articolo di introduzione al tema sottolineavo che il Web è terreno fertile per la diffusione di modelli inizialmente originali che proliferando diventano banalmente preconfezionati, facendo ovvio riferimento all'
omologazione del current web style. Premettevo anche, però, che
non è sempre facile mantenersi immuni dagli stereotipi e che in un modo o nell'altro tutti ne siamo "vittime".
Che lo si voglia o no, aggiungo ora.
Credo che i web designer siano del tutto consapevoli dell'avvenuta (e forse ancora in progresso) standardizzazione del web design e ben conoscano le conseguenze del conformarsi toutcourt a una tendenza o una moda: il rischio è, da una parte, quello di inibire una produzione creativa a favore di una "in serie", dall'altra quello di ridurre il design del web a esercizio estetico privando di qualsiasi valore semantico elementi grafici e visuali.
Poco conta l'etichetta utilizzata per classificare un certo tipo di caratteristiche ricorrenti nel web design. Del resto, è evidente che i visual pattern attualmente di tendenza sono definiti 2.0 in virtù del fatto che ad adottarli, per primi, sono stati siti Web 2.0 in senso stretto ed è altrettanto evidente che proprio la popolarità di questo tipo di siti (da cui poter trarre "profitto") ne ha favorito la diffusione. In altre parole, il Web 2.0 pur non connotando in sé e per sé uno specifico stile di design del web ha finito per delineare una tendenza dalla quale sono scaturite linee guida e (buone) norme di design. In tal senso, non stupisce la proliferazione di siti Web 2.0 nella forma ma non nella sostanza (tra le quali, dunque, non vi è necessariamente una relazione causale) né una certa difficoltà, per i web designer, di sottrarsi a un trend percepito come "di successo" anche da molti non addetti ai lavori e dagli stessi clienti che commissionano la realizzazione di siti.
Se non è vero che tutto il mondo è paese, di certo tutto il mondo è mercato, anche il web. Pensare che si possa prescindere da alcune logiche - di "mercato", per l'appunto - rimanda ad una concezione romantica della creatività suggestiva ma poco realistica. La consapevolezza di cui parlavo prima è sicuramente un ottimo strumento per scongiurare l'imitazione pedissequa e saper bilanciare tra invenzione e ricorso a quegli standard in cui tendenze, mode e ipotesi vere o presunte di successo (ci) costringono, senza che tutto ciò significhi porre limiti alla reinvenzione. La bravura di un web designer non sta forse anche in questo?
Se volete testare il vostro grado di conoscenza del web 2.0 vi suggerisco di dedicare qualche minuto di tempo a questo quiz proposto da Design Interviews. Sebbene gli autori affermino di averlo elaborato con l'ausilio di esperti, la semplicità estrema delle domande rende difficile pensare che i risultati siano attendibili. Del resto, al di là dei test e del caso specifico, vien da pensare che tutto il web funny generato dall'argomento e/o incentrato sullo stesso non sia altro che il dazio da pagare, insieme alla sovrabbondanza e ridondanza di (pseudo, molto spesso) riflessioni e analisi, come diretta conseguenza di un occhio di bue che per quanto allargato non può certo far luce su tutti.
Ma questo, mi rendo conto, è un altro discorso.
Tornando al quiz, tant'è: pochi minuti, solo otto domande e soprattutto una breve pausa dal lavoro...
Take a minute to complete our new special Web 2.0 quiz and figure out how smart you are on this issue. We have composed this quiz with the help of the world’s best Web 2.0 experts - although they most likely have no idea they were involved. Even so the results are believable. After you take this test you will receive a special code with the results on an icon that you can place on your website so that every visitor can see how aware of the Web 2.0 issues you are.
Il vostro risultato comparirà nella lista dei Web 2.0 Award winners. Provate. E fatemi sapere qual è il vostro (supposto) grado di competenza.
Non ho trovato modo migliore per augurare a tutti buone feste che realizzare questo pacchetto di icone feed RSS natalizie. Sono 15 icone in 5 varianti di colore e 3 diverse dimensioni. Naturalmente, non mi aspetto di vederle tra gli addobbi del vostro albero di Natale...
Auguri a tutti!
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Interrompo la prolungata latitanza per presentarvi uno degli ultimi siti realizzati:
LIDI - Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi. Il sito è online dal 29 novembre, come qui annunciato.
Avevo realizzato circa due anni fa una prima versione del sito, da considerarsi del tutto provvisoria. Non si è trattato, dunque, di un restyling ma di un vero e proprio redesign.
Il lavoro è stato abbastanza consistente. Per rendere funzionale il sito e consentire ai lettori una consultazione agevole della grande quantità di materiale pubblicato (e in continuo e incessante aggiornamento!) era necessario creare una struttura dei contenuti abbastanza ampia ma al contempo non dispersiva; in secondo luogo, trattandosi del sito di un'associazione O.N.L.U.S, era indispensabile
fare in modo che l'organizzazione sia degli articoli e dei documenti tematici sia delle informazioni concernenti l'associazione fosse tale da rendere chiari, anche ad una prima visita e prima di navigare il sito
in tutta la sua interezza, i presupposti teorici, gli obiettivi e il campo d'azione (progetti, attività, ecc.) dell'associazione.
Per quanto riguarda il visual design ho optato per una soluzione grafica che rispondesse a due precisi obiettivi: il primo, non invadere il campo di lettura per non rendere faticosa la consultazione di un sito che è essenzialmente "da leggere" (per questo motivo, ho deciso di caratterizzare graficamente header e footer e di lasciare clean la parte centrale del sito); il secondo, coniugare la chiarezza delle informazioni a quella visiva cercando di rendere l'estetica della grafica e dei colori il più
possibile in linea con le caratteristiche e la natura (di nuovo, presupposti, obiettivi, ecc.) dell'associazione.
A breve (ci siamo quasi!) nascerà anche il blog. L'impostazione grafica sarà la stessa, così da garantire omogeneità con il sito. Nel frattempo, mi dedico al mantenimento e all'aggiornamento.
Come sempre, critiche e suggerimenti sono ben accetti. Chiedo agli amici web designer e non solo: che ne pensate?
Il progetto lanciato e promosso da Liberoweb.net prende il via. Come potete leggere sul blog dell'ideatore (Alessandro), l'idea alla base di ItalyBlogTV è quella di realizzare una BLOG-WEB-TV in italiano con materiale originale e non che prenda spunto dai nostri blog e tratti diversi argomenti.
Il progetto è aperto a tutti. Chi fosse interessato a partecipare può sin da ora inserire sul proprio blog il player per visualizzare la TV (a breve lo inserirò anche io su WebFruits in un'apposita sezione).
Avendo deciso di partecipare al progetto, che ritengo interessante, ho accolto l'invito di Alessandro a realizzare il logo di ItalyBlogTV. In pieno spirito di collaborazione e partecipazione, come da progetto, abbiamo scelto di sottoporre al vostro giudizio le diverse varianti create.
Esprimete con un commento la vostra preferenza (ogni logo è contrassegnato da un numero) e scegliamo insieme il logo di ItalyBlogTV. Naturalmente, sono ben accette proposte e suggerimenti migliorativi.

Le vostre preferenze...
1 voto
Logo 6 (votato da: Liberamente)
Logo 8 (votato da: Elena) Logo 15 (votato da: Lore) Logo 18 (votato da: Francesco) Logo 22 (votato da: TurbiX)
2 voti
Logo 1 (votato da: Pietro - Giuseppe L.) Logo 7 (votato da: Liberamente - Mik3) Logo 13 (votato da: Pietro - Googlisti) Logo 19 (votato da: Tea - M1979) Logo 20 (votato da: Ed - Mik3) Logo 21 (votato da: M1979 - Giuseppe) Logo 23 (votato da: TurbiX - Giuseppe L.)
Se avete intenzione di inserire una nuvola di tag sul vostro Tumblr potete farlo utilizzando Tumblr Tag Cloud Generator, un generatore online di tag cloud specifico per Tumblr dal funzionamento molto semplice. Inserite l'indirizzo URL del vostro Tumblr, scegliete la dimensione minima e massima delle font, indicate se volete il numero massimo di tag da visualizzare e decidete se organizzarli secondo un criterio alfabetico o per frequenza ed ecco fatto, avete a disposizione il codice da copiare e incollare.
Naturalmente, tramite CSS potete integrare al meglio la nuvola di tag creata con la grafica del vostro Tumblr. Piccola annotazione: questo generatore non preleva i tag dai feed RSS, come accade ad esempio con ZoomClouds, ma costruisce la nuvola tenendo conto dei tag effettivamente inseriti nei post.
Io (tanto per non farmi mancare nulla... no, a dire il vero per curiosità
ho già provato. Potete vedere la tag cloud appena creata sul mio tumblelog, webfruits .small size.
Sembra proprio che Technorati non abbia apprezzato l'iniziativa di Tino Buntic, che ha deciso per questo di dare uno stop al progetto 2000 Bloggers. Nella pagina riservata alle 2000 miniature linkate ai relativi blog, oggi si legge:
What happened to 2000 Bloggers? It turns out that Technorati didn't appreciate it. So I must apologize. 2000 Bloggers will now be just an image. Re-posting of it was a problem with Technorati and it was never my intention for it to be reprinted past this page. But it has, so I must end the project. It was fun while it lasted and at least I'm left with one final image.
Insomma, il tutto si ridurrà ad una immagine. E la versione italiana del progetto, 2000 blogger italiani, che fine farà? Attendiamo notizie da Sid05, il suo realizzatore.
Potete leggere sul Technorati Weblog l'articolo di Ian Kallen Breaking the Chains
AGGIORNAMENTO (09/02/2007)
Dopo l'abbandono da parte di Tino Buntic e lo stop momentaneo, il progetto 2000 Bloggers è ripartito con un blog collettivo tutto suo: www.2kbloggers.com. Anche la (nuova) pagina dei 2000 bloggers è online. Chi volesse, oltre a chiedere l'inserimento nella lista può unirsi alla community dei 2000 Bloggers creata su MyBlogLog.
Ringrazio John per la segnalazione, nonostante già sapessi della ripresa del progetto... causa inserimento da parte dei nuovi "gestori" della mia faccia tra quella degli altri blogger.
Visto che ci sono ne approfitto per segnalarvi l'articolo pubblicato proprio sul 2000 Bloggers blog Technorati reboot needed.
Ho accolto il suggerimento di alcuni di voi e realizzato un secondo set di summer badge da utilizzare sui siti web. Già, non solo i blog vanno in vacanza... come non averci pensato?
Avevo intenzione di creare anche un set con un diverso formato (corner badge), ma purtroppo il PC e la connessione di cui posso disporre in questa trasferta di tre settimane non mi consentono di "lavorare" con facilità e anche aggiornare il blog è un'impresa titanica.
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Su Internality è stata pubblicata una mappa visuale del Web 2.0. Facente parte del libro di Antonio Fumero e Genís Roca La Web 2.0, la mappa è una sintesi, visuale per l'appunto, dei principali concetti relativi al Web 2.0, ciascuno accompagnato da una breve definizione ed esemplificato attraverso il riferimento a progetti e servizi specifici (alcuni "internazionali", alcuni propri de la Internet hispana). In calce, un piccolo glossario tecnico fornisce spiegazioni su tecnologie e acronimi "di base".

A proposito del video di Michael Wesch Web 2.0 ... The Machine is Us/ing Us avevo dichiarato il mio scetticismo circa la possibilità di spiegare il Web 2.0 a chi ignora concetti e soprattutto applicazioni concrete connesse alla collaborazione [...], alle reti e i servizi sociali ricorrendo a sintesi estreme; rimango dell'idea che esposizioni eccessivamente riassuntive, visuali o verbali, siano efficaci laddove esiste una qualche conoscenza pregressa dell'argomento.
In questo caso, il discorso è diverso, poiché l'intento è "soltanto"
que cualquier persona que quiera hacerse una idea de «qué es eso de la Web 2.0» pueda hacerlo de un vistazo, aunque no sepa mucho de Internet.
È possibile scaricare la mappa, pubblicata sotto licenza Creative Commons, in diversi formati (gif, jpg, png, pdf) ed è disponibile una versione PDF con i link attivi.
La lista estesa (e aperta alla partecipazione) dei siti selezionati nella mappa come esempi rappresentativi del Web 2.0 è consultabile nel Wiki Mapa Web 2.0.
Questo è il preannunciato secondo set di bottoni per il web sociale. Sono 16 bottoni stavolta, sempre in due diversi formati e due varianti di colore.
I servizi e network sociali sono così numerosi che è davvero difficile selezionarne solo alcuni. In un eventuale terzo set ne inserirò altri scegliendoli tra quelli più utilizzati.
Qui troverete Flickr, LastFm, Pownce e Slideshare.
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Questo è il terzo set di icone della collezione di (maxi) icone per blog. Ho utilizzato solo due varianti per quanto riguarda i colori, oro e nero (ma non escludo in futuro di aggiungerne altre) e optato per la forma cubica, che mi piace particolarmente. Alcuni lettori dopo la pubblicazione dei precedenti set mi avevano chiesto se era possibile prevedere anche delle icone per Gmail e Feedburner. Eccole! Oltre a quelle per Twitter, MSN e Technorati.
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