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Di seguito gli articoli che contengono le parole richieste.

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Post Mortis

di Sonia del 07/04/2008 - 21:50:17 in blogosphere,  2242 letture

You could be getting shot at in Iraq. You could be a single mom working three jobs to stay afloat (Happy Birthday mom). You could work in a coal mine. You could be in a life and death battle with Leukemia. You could be doing any one of thousands of high-stress jobs. Sure, the Web has a lot of stress but let’s get real: If you’re stressed out over 5,000 RSS feeds chances are good you’d be stressed by any profession you chose. (Larry Dignan, Anatomy of a "Blogging will kill you" story: Why I didn’t make the cut)

Solo qualche giorno fa mi chiedevo e chiedevo agli amici web designer cosa fanno nel tempo libero e in risposta a un commento di un lettore mi chiedevo anche se non fosse il caso di iscriversi a Run for Tecnostress!. Nell'articolo non avevo fatto riferimento al blogging, del resto si suppone che chi ha un blog lo faccia se non solo anche per passione.

Poi oggi passando in rassegna i miei feed arrivo tramite questo post all'articolo pubblicato ieri da "Il Messaggero", Bloggers sotto stress fino all'ultimo clic. Di post si muore? L'allarme del New York Times e a quello pubblicato oggi da "LaStampa", La morte corre sul blog. Suppongo li avrete già letti e immagino che molti blog ne abbiano già ampiamente parlato. Suppongo e immagino, perché sono le nove di sera passate e io, oggi, per cause di forza maggiore ho dovuto drasticamentente limitare la mia attività online, anche lavorativa, per rimettere un po' in sesto la salute. Che c'entri anche il tecnostress? Effettivamente dormire 4/5 ore per notte è già una conquista e riuscire a a prendersi una pausa dal lavoro almeno la domenica è al momento utopia.
So di sicuro però che per quanto mi riguarda non si tratta di stress da post né di paura del buco. Sì infatti, sono le nove di sera/quasi le dieci... e pubblico il mio primo post della giornata, di nessuna o poca importanza perché, cari lettori, non ho nessuno scoop da lanciare nell'immenso della blogosfera e perché quei pochissimi click in più o in meno sugli adsense sono per le mie finanze del tutto irrilevanti. E scopro che forse è una fortuna non aver la fortuna di essere tra i BIG e non aver fatto del blogging una professione... anche perché, la vita del web designer freelance è già abbastanza dura e basta e avanza.

Ah, dimenticavo: a breve aprirò un altro blog, il progetto è a buon punto. Si tratterà di un blog multi-autore stavolta. Ne parlerò più approfonditamente non appena saremo online. Vi anticipo che il tema principale non sarà il web design, come ci si potrebbe aspettare.
Alla luce dell'allarme lanciato dal "New York Times", la scelta di formare un gruppo di autori, funzionale agli obiettivi del blog, potrebbe risultare più opportuna del previsto: la salute prima di tutto...

Oppure dovremmo guardare le cose da un'altra prospettiva, come ha fatto Dignan?

 

Vespa e la disinformazione sui blog: è ignorare o strumentalizzare?

di Sonia del 25/02/2008 - 14:37:36 in blogosphere,  3051 letture

Ha ragione Mantellini quando scrive che parlar male di Bruno Vespa è pleonastico. Ha ragione, però, anche Camisani Calzolari a dirsi nauseato e ad affermare che [...] su Porta a Porta è stata fatta disinformazione a livelli tanto gravi da chiuderne la trasmissione se avessimo uno stato culturalmente preparato. E abbiamo ragione tutti noi a indignarci per affermazioni che non hanno nessun riscontro nella realtà e che - fatto altrettanto grave - non prevedono nessun contraddittorio. Era successo quattro mesi fa e qualche giorno fa, nella puntata di Porta a Porta del 21 febbraio, il copione si è ripetuto.


Onestamente, non mi stupisce che ci si trovi di fronte a una disinformazione sistematica e dilagante né che si sfrutti l'unidirezionalità del mezzo televisivo per porla e imporla come Verità; alla disinformazione spacciata con arroganza dissimulata per informazione siamo tristemente abituati e alcune trasmissioni, come quella citata, ne sono l'emblema. Il fatto che si sia parlato, in questo caso, di Internet, blog e blogger potrebbe essere, in tal senso, irrilevante, ovvero: a prescindere dalle tematiche, il problema è a monte e il nocciolo è fare falsa informazione o informazione.

Rimanendo sul caso specifico, ho letto in diversi blog interventi di critica e disapprovazione totale con i quali concordo pienamente. Ciò che non condivido del tutto è l'assunto secondo il quale alla base della disinformazione (e denigrazione, per usare un eufemismo) riguardante la rete vi sia solo una mancanza di conoscenza - forse a volte questo può anche essere vero, ed è sconcertante poiché non si capisce come si possa fare informazione su qualcosa di cui nulla o poco si sa - e che, dunque, per combatterla occorra spiegare il cosa, il come e il perché. Mi sembra si muovano in questa direzione la richiesta di invitare Marco Camisani Calzolari [...] come rappresentante della Rete, dei blogger e del mondo digitale contenuta nella e-mail che si è proposto di inviare agli indirizzi portaaporta@rai.it e F.delnoce@rai.it e anche il meme Cos'è un Blog. Non intendo dire che sia vano diffondere il più possibile un'informazione corretta. È chiaro che il tam tam sulla blogosfera è doveroso oltre che legittimo ed è altrettanto chiaro che sarebbe auspicabile fosse data, sempre e preferibilmente non solo a posteriori e per "legittima difesa", la parola a chi rappresenta e/o conosce la categoria incriminata. Ma, mi chiedo e vi chiedo, se non fosse ignoranza bella e buona e ci trovassimo di fronte a una strumentalizzazione? Quale spiegazione sortirebbe l'effetto di deviare il falso verso il vero?

Non riesco a pensare che Vespa e tutti i suoi ospiti siano così sprovveduti, così fuori dal mondo e da questo mondo.
Non viene anche a voi il dubbio che screditare i blog e i blogger sia un'ottima stategia per conservare il privilegio del "fare informazione", quella vera, quella ufficiale, mica quella improvvisata e non attendibile... fatta peraltro da poveri cristi che non potendo partecipare al Grande Fratello decidono di arginare la frustrazione dell'anonimato e sfogare il proprio esibizionismo su un blog?
Non c'è qualcuno che forse ha da temere dal fatto che l'informazione possa non essere più contenuta in confini che ne garantiscono il controllo, il filtraggio, l'allineamento e l'omologazione? E dal fatto che dalla rete alla piazza il passo, lo si è già dimostrato, possa esser breve?

O dobbiamo davvero pensare che potere mediatico e potere politico non abbiano nulla da spartire?

 

Blog (designs) eccellenti

di Sonia del 29/08/2007 - 14:28:29 in web design / inspiration,  2185 letture

Sono 45 i blog designs eccellenti selezionati da Smashing Magazine nell'ultimo design showcase pubblicato. Inutile dire che molti tra quelli presenti nella lista sono "eccellenti" anche dal punto di vista del grado di popolarità e fama di cui godono all'interno della blogosfera.
Suddivisi in base alla piattaforma utilizzata (Django, ExpressionEngine, Textpattern, Wordpress, ecc.), i blog elencati sono stati scelti in funzione di un criterio spesso sottovalutato: l'attenzione ai piccoli dettagli.

Pretty and colourful header-graphics doesn’t make a good blog. The blog needs a solid visual structure, a profound hierarchy of site elements; it also has to be able to build some kind of a bridge between the content and its presentation. To do this, you need to think about precision, minimalism and sound use of illustration [...] Below you’ll find 45 excellent blog designs which impress with creative approaches and attention to details; hopefully you’ll find new ideas you can develop further in your own designs.

Confesso che, pur non mettendo in dubbio che tutti i blog citati rispettino il criterio, ne avrei ignorati alcuni inserendone altri al loro posto; del resto tra molti design ottimi da tutti i punti di vista - e quindi teoricamente di valore equivalente - si finisce sempre e comunque con l'avere delle preferenze. Queste sono le mie, in ordine di gradimento. Mi limito alle prime tre.

Veerle Pieters FreelanceSwitch NorthxEast

Al di là della selezione proposta da Smashing Magazine, questi tre blog sono tra quelli che apprezzo di più, insieme a molti altri che mi trattengo per il momento dall'elencare (ma che risiedono in un'apposita cartella dei preferiti denominata "blog da segnalare sul blog", quindi prima o poi...). Su tutti, comunque, per quanto mi riguarda, primeggia in maniera assoluta il blog di Veerle Pieters.

 

Decalogo per aspiranti blogstar (parte seconda)

di Sonia del 12/06/2007 - 13:06:38 in blogosphere,  2628 letture

Wanna be a Blogstar Supponiamo che la tenacia sia in voi una dote innata e che la messa in atto delle strategie suggerite nella prima parte non si sia rivelata così onerosa da infliggere un colpo mortale alla vostra ambizione. Bene: per voi "irriducibili" è arrivato il momento di procedere nel percorso che vi consentirà di concretizzare l'aspirazione e ascendere allo status di blogstar. Forse, è bene precisarlo; nonostante la validità di alcune tecniche, la presenza di variabili imponderabili fa sì che nell'ambito non si dia nessuna certezza.

D'ora in poi sarà necessario agire su più fronti contemporaneamente e il multitasking coatto sarà la vostra parola d'ordine. Sostanzialmente, dovrete sudare 7 camicie (nei casi disperati sarà necessario ricorrere ai multipli) per accaparrarvi un posto nella blogosfera e successivamente consolidarlo, concentrando le energie in due direzioni principali: il blogging, e questo va da sé, e il social networking, con tutti gli annessi e connessi. I due fronti, pur con le loro specificità, sono intimamente correlati, per cui nell'esposizione di quanto segue non si ricorrerà a categorizzazioni rigide.

Sui contenuti. Prendere la scorciatoia

Dando per assodato che abbiate introiettato la teoria del citazionismo ruffiano di cui si è già parlato e che sia ormai una prassi riservare di tanto in tanto un post a quel che ha detto/scritto/fatto una blogstar, occorre ora far ricorso a strategie che vi consentano di acquisire visibilità e notorietà su larga scala in un sol colpo. Requisiti necessari: una buona dose di furbizia e quel po' di fortuna che basta.

6. Della notorietà il seme: lanciate un meme

La pratica è ormai inflazionata e il rischio di fare un buco nell'acqua non può essere ignorato, tanto più che a renderlo insidioso si aggiunge il meccanismo autoreferenziale dei meme. Se non avete già costruito una fitta rete di relazioni sociali - ovvero se non siete già entrati a far parte della "cricca" - non sarà facile trovare qualcuno da chiamare in causa per sollecitare la condivisione collettiva e a cascata. Vale la pena, tuttavia, tentare, non fosse altro perché potreste avere la fortuna di quanti, prima di voi, hanno adottato questo tipo di strategia con il risultato di salire alla ribalta della blogosfera e in alcuni casi anche dei media tradizionali.
Lanciate un meme, tenendo presente che l'idea non deve essere necessariamente intelligente; l'importante è che per qualche misterioso motivo desti la curiosità, l'interesse e la partecipazione di qualche blogger e di una o più blogstar. L'effetto domino e il tam tam non sono assicurati ma sono probabili.

Nel caso il ricorso a questa pratica dovesse tirarvi contro delle critiche, non fatevi trovare impreparati: abbiate l'onestà di ammettere che si tratta di una strategia spudorata di self-marketing, ma ricordate agli eventuali censori che le distinzioni teoriche tra meme e catene di S. Antonio - nobili i primi, infime le seconde - nella pratica attuale vengono trascurate più o meno da tutti e sono il rank e la popolarità ad avere la meglio sulle buone intenzioni dei buon intenzionati.

7. Affidatevi ai contest

Non è detto che la capacità di autopromozione sia un vostro talento e se non lo è occorre fare in modo che lo diventi, poiché è necessaria e imprescindibile per la realizzazione del vostro scopo. L'esercizio paga e alla lunga consente di acquisire abilità e perfezionare tecniche; non scoraggiatevi, dunque, e proseguite nella direzione intrapresa con la consapevolezza che i primi risultati mitigheranno qualsiasi scrupolo di coscienza.

Tentate la via dei blog contest, che per quanto non inedita e ormai collaudata è un'ottima soluzione per promuovere il vostro blog in poche mosse e senza grandi scervellamenti. Il contest che funziona di più, ça va sans dire, è quello che prevede un premio in palio, se della categoria gadget tecnologico ancor meglio.
Ricordate che attraverso questo strumento state sostanzialmente "comprando" l'aumento di accessi, di backlinks, del pagerank e del ranking technorati (in poche parole, popolarità e autorevolezza), quindi potreste decidere di investire qualche euro - forse un po' di più - nell'acquisto di un premio. In alternativa, potreste sperimentarvi nell'arte del riciclo, ad esempio di un premio vinto partecipando voi stessi a un contest, oppure resuscitare qualche cianfrusaglia vintage. Sappiate, però, che più prestigioso sarà il premio più il vostro contest sarà appetibile.

Risolta la questione premio, non vi rimane che scegliere la tipologia di contest da lanciare. Le possibilità sono due: ai più spudorati si suggerisce di optare per la formula minimo sforzo/massimo beneficio per tutti, ovvero per un'estrazione a sorte tra coloro che parteciperanno inserendo semplicemente sul proprio blog la segnalazione del contest; ai più moderati si consiglia il ricorso a competizioni a tema che richiedono un impegno creativo da parte di quanti ambiscono alla vittoria. Questa seconda soluzione richiederà uno sforzo di valutazione sul materiale ricevuto, ma se deciderete, ad esempio, di premiare chi realizzerà il miglior header per il vostro blog, il compito sarà ben ripagato e il guadagno doppio.

Social(izzare) è l'imperativo

Social bookmark, social news, social networking, social sharing: ovvero, il vostro pane quotidiano, l'unico vero grande imperativo categorico dal quale vi sarà impossibile emanciparvi, pena la compromissione degli anelati risultati in termini di visibilità e popolarità. Per essere chiari, sappiate di dover essere disposti a rinunciare a qualsiasi forma seppur minima di vita sociale (vera e propria), con tutte le conseguenze del caso, a cominciare dall'insorgere di rivendicazioni familiari che possono in alcune circostanze sfociare in veri e propri drammi, sentimentali ed emotivi. Già, perché per realizzare il vostro scopo qualche rinuncia e qualche sacrifico vanno pur fatti. Abbandonate da subito l'idea di poter conciliare le aspirazioni da blogstar con i tempi e gli spazi richiesti dal privato e cominciate a lavorare duro alla condivisione e alla creazione e gestione di relazioni (sociali, ma digitali).

8. Siate onniscienti

Commentare i post di altri blogger (eventualmente inserendo un rimando al proprio post qualora si sia ripreso il tema) è un'attività di promozione irrinunciabile per instaurare relazioni con i colleghi di blogosfera e, di conseguenza, uscire dall'anonimato e diventare il più possibile visibili.
Essere o fingere di essere esperto in questo o quell'altro argomento è un requisito essenziale per poter intervenire il più frequentemente possibile alle diverse tipologie di conversazioni sociali. A meno di non voler cadere in reiterati e controproducenti off-topic, siate dei tuttologi, per quanto improvvisati; questo vi garantirà una partecipazione assidua, uno scambio quasi alla pari anche con i blogger autorevoli e, nel contempo, di esserci, sempre e comunque. A questo riguardo, la raccomandazione è di acquisire preliminarmente e in tempi rapidi la capacità di celare e rendere insospettabile ogni eventuale, gigantesco, cosmico disinteresse per l'argomento oggetto di discussione.

9. Siate onnipresenti

Esserci sempre e comunque. Se avere il dono dell'ubiquità è impossibile, con qualche sforzo e utilizzando gli strumenti adatti in rete l'onnipresenza è quasi alla portata. Partite dal presupposto che voi con il vostro blog dovete essere sempre in vetrina e che si tratta di generare un circolo vizioso: più sarete visibili, maggiori saranno le relazioni che instaurerete e viceversa. Dando per certo che sia una prassi consolidata commentare, linkare all'esterno e sintonizzare quel che si scrive con gli argomenti più quotati nella blogosfera, occorre ora dedicarsi anima e corpo alla socializzazione, in tutte le sue forme: scambio, condivisione, partecipazione, aggregazione.

Per cominciare, segnalate il blog e i singoli post nella miriade di siti di social bookmarking, social news e aggregatori vari; con il tempo, saranno magari i vostri lettori a farlo, ma in attesa che ciò avvenga è meglio anticipiate i tempi.
Fatto questo, non vi scoraggi sapere che siete ancora lontani da una sindrome ossessivo-compulsiva da networking ; sì, perché per quanto il vostro blog con post annessi sia "spalmato" in ogni dove, la vostra identità online non ha ancora preso forma. Di certo avete un account con Technorati e uno con del.icio.us, ma pensate possa bastare?

10. Costruite la vostra identità online

Non illudetevi! Dovete ancora entrare a far parte di qualche social community, altrimenti non sarà facile instaurare ulteriori e nuove relazioni e creare quell'intreccio di rimandi e rimbalzi infiniti così necessari allo scopo che vi siete prefissati. E perché non condividere foto, video e gusti musicali e chi più ne ha più ne metta con chi ha interessi affini ai vostri?

Le relazioni vanno coltivate e, se possibile, ampliate a macchia d'olio, ma la macchia non può certo rimanere circoscritta ai colleghi blogger; è il caso, visto che ci siete, di creare anche un profilo su almeno un social network professionale che vi consenta di allargare la rete di contatti a colleghi (ex, attuali e potenziali) veri e propri.

Abbiamo solo fatto qualche esempio, naturalmente. Quel che dovete tenere a mente e che pretende rassegnazione è che la logica del sociale è spietata e richiede, oltre a moltissimo tempo, grande attenzione alle novità e alle tendenze della blogosfera circa i servizi più apprezzati e utilizzati. La quantità di account e password diventerà presto ingestibile, ma il web sociale vi aiuterà anche in questo.
Non fatevi spaventare da quella che sembra essere di primo acchito un'impresa titanica, con il tempo vi abituerete ed è probabile che l'insorgere di una dipendenza contribuirà ad annullare effetti fisici e psicologici nocivi. In sostanza, l'appagamento di un desiderio incoercibile sarà superiore a qualsiasi tipo di stress e fatica.

Arrivati a questo punto, forse ha senso inserire nella sidebar del blog un bel widget come ShowYourself. E forse avrete raggiunto i vostri obiettivi. Sempre che, tra una cosa e l'altra, abbiate trovato anche un po' di tempo per cinguettare...

 

Decalogo per aspiranti blogstar (parte prima)

di Sonia del 31/05/2007 - 12:20:04 in blogosphere,  4217 letture

Wanna be a Blogstar Blogstar non si nasce, si diventa. Dicono. Gli aspiranti al ruolo non mancano, questo è certo. Sono più o meno nascosti, più o meno espliciti negli intenti, ma ci sono. Laddove non li vedi lanciarsi in disquisizioni e ipotesi e tesi sul metodo è perché hanno già superato la fase teorica e sono drammaticamente (per i non aspiranti, si intende) alle prese con quella pratica. Molti di loro, però, è proprio sulla fase propedeutica all'agire che incontrano i primi ostacoli: rifiutando l'approccio empirico, il procedere per tentativi ed errori e in attesa di una linea strategica che garantisca risultati certi, piegano la propria ambizione all'indecisione e, da lì in poi, si vedono impegnati a far rientrare nella normalità livelli di frustrazione cresciuti in modo esponenziale.

Il fenomeno, questo può esserci forse di sollievo, non è solo italiano; tutta la blogosfera è paese e a cambiare sono soltanto le denominazioni, così si moltiplicano le ipotesi sulle regole da seguire e le strategie da adottare per diventare una blogstar, un bloguer influent, un A-Blogger. Al di là della discrezione con cui si selezionano e redigono le "n. regole d'oro" e dei diversi approcci metodologici, è possibile individuare tecniche infallibili e valide universalmente?

Vediamo. Un decalogo che si rispetti esige una sitematizzazione. Si tratta, naturalmente, di suggerimenti per i saranno famosi della blogosfera, non di indicazioni su come essere un buon blogger e costruire un ottimo blog. Quindi, non aspettatevi il serio ma rassegnatevi al faceto.

Sapersi orientare

Per cominciare - e partendo dal presupposto che abbiate già individuato la parte di blogosfera di vostro interesse (affine al vostro blog per argomenti, tematiche, ecc.) - è essenziale che abbiate una visione d'insieme delle gerarchie, dei ruoli e delle interrelazioni che la caratterizzano.

1. Elaborate una mappa (di parte) della blogosfera

Arrivati per caso o tramite motore di ricerca su un blog autorevole, l'immancabile serie di link ai blogcheleggo/cheseguo/amici/variedeventuali vi risucchierà nel vortice dei rimandi e dei click infiniti. Se sopravviverete ai primi giorni di zapping frenetico, la mappa dei blog su cui concentrare la vostra attenzione, interconnessioni comprese, prenderà forma spontaneamente e avrete chiaro che trattasi di una grande, enorme, gigantesca matrioska. Conservate memoria (fisica o mentale) della mappa, perché vi sarà utile in un secondo momento per sapere dove e come muovervi.

Farsi notare

Può essere sufficiente che una sola blogstar vi citi o inserisca un link al vostro blog all'interno di un post per uscire miracolosamente dall'anonimato. Fate in modo che le blogstar parlino di voi.

2. Scrivete del blogger autorevole

Un blogger famoso non parlerà mai di voi se voi non parlate di lui.
Come essere notato, citato, linkato? Semplice. Dopo aver individuato il blogger su cui convergono le vostre speranze di fama, scrivete di lui o di qualcosa che lo riguarda. Non dimenticate di inserire nel post un link al suo blog, perché sarà questo l'unico modo in cui voi potrete comparire nelle sue statistiche e lui potrà risalire a voi. A questo proposito, mettetevi al riparo da possibili anche se poco probabili mancati click sul link cliccandolo voi per primi, così da assicurarvi una prima visibilità di base. Se temete possa non bastare esagerate pure con ripetuti click, più volte al giorno per più giorni; in questo modo oltre a compiacere l'ego della blogstar attirerete la sua curiosità verso un presunto (il vostro) blog "importante".

3. Siate adulatori o dissacratori, ma coerenti

Tenete in considerazione che non solo l'accondiscendenza e il compiacimento, ma anche lo schierarsi contro e il confutare possono sortire effetti positivi e ritenervi degni di attenzione da parte della blogstar. Insomma, il luogo comune del bene o male, l'importante è che se ne parli mantiene intatta la sua validità anche nella blogosfera; ovviamente, il principio è bidirezionale, non amareggiatevi quindi se riceverete critiche o attacchi da uno o più blogger influenti, perché vi saranno comunque utili e vi consentiranno di raggiungere i vostri obiettivi.
Scegliete, dunque, una linea di comportamento precisa e univoca. Che sia nel senso di un'adulazione acritica e perversa o di una feroce polemica non importa, quel che conta è che siate coerenti e la manteniate costante nel tempo.

4. Metteteci del vostro

Bene, magari la fortuna è stata dalla vostra parte e la blogstar in questione vi ha citato/linkato. Se la suddetta dovesse avere - come la maggior parte dei blogger autorevoli (del resto il ruolo lo impone!) - tempi di posting frenetici, il post con relativo link al vostro blog scomparirà presto dalla home page per finire nelle pagine di archivio. In questi casi, meglio metterci del vostro, palesandovi nei commenti. Partite in sordina, e procedete in un lento crescendo, aumentando via via la frequenza degli interventi. Simulate classe e discrezione, altrimenti potreste essere presi in castagna. L'eventuale segnalazione su una o più pagine del blog-bersaglio dei commenti più recenti giocherà ulteriormente a vostro favore.

Creare l'illusione

Sebbene non sia compito facile, vale la pena tentare. Abbiate cura, quando ne avete l'occasione, di ricordare (far credere) ai vostri lettori di avere a che fare con un blogger che sa il fatto suo.
La suggestione ha effetti sorprendenti e il suo potere è ancora più grande quando trattasi di suggestione condivisa da un gruppo, quello per l'appunto dei vostri affezionati.

5. Fate in modo che i vostri lettori pensino siate (già!) una blogstar

Con l'aplombe e la compostezza degni del caso e il fare di un veterano del blogging, cercate di influenzare la percezione che i lettori hanno di voi nella direzione di una vicinanza, affinità e "confidenza" con una o più blogstar. Ad esempio, non esitate a chiamare per nome il blogger famoso citato in un vostro post, tralasciando il cognome ed evitando nel modo più assoluto di utilizzare il nickname. Per una sorta di effetto alone verrete avvolti anche voi (in parte, beninteso) da quell'aurea di importanza e autorevolezza posseduta da pochi e agognata da molti. Il chiacchiericcio e il passaparola vi verranno probabilmente in aiuto, consolidando la suggestione ed estendendola ad altri. Non sottovalutate l'importanza di questo fattore, perché l'esperienza dimostra che spesso il semplice credere che qualcosa sia vero finisce per renderlo tale.

 

italia.it, italianblog.tilt

di Sonia del 01/03/2007 - 12:13:33 in blogosphere,  3160 letture

Considerazioni appena postume e sentenze ai post(eri)

Premessa

La pioggia di critiche con cui è stato accolto il lancio del portale del turismo italiano www.italia.it non lascia spazio a dubbi né ad altre, ulteriori ed eventuali esternazioni di disappunto e indignazione. Ci fosse anche, poi, qualche residuo di web ancora libero su cui gettare inchiostro virtuale, non mi assumerei l'onore e ancor meno l'onere di farlo. Tutto abbastanza vero e condivisibile, infatti, quel che è stato scritto. Il giudizio, della blogosfera tutta e in generale della rete, sembra essere tanto inappellabile quanto unanime, e trova la sua sintesi perfetta in ScandaloItaliano, blog interamente dedicato a www.italia.it / Fenomenologia e scandalo di un webmostro italiano, nato per

motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè www.italia.it - il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) - è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano.
Come spesso accade, critiche e proteste si sono tradotte in iniziative concrete, serie e semiserie: dalla petizione online Not IT my name promossa da Aiap (Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva), SocialDesignZine, Progetto Grafico e Ministero della Grafica per chiedere alla Presidenza del Consiglio di ripensare l'intera iniziativa, a RItaliaCamp, evento (BarCamp) per elaborare una Idea Progetto atta a verificare come, utilizzando risorse open già presenti sulla rete e le attuali tecnologie disponibili, si possa realizzare in meglio un portale quale italia.it senza cadere in errori di codice, usabilità e limitatezza dei contenuti, alla realizzazione e diffusione di bottoni, icone e badge, immagini anti-Logo Italia.

Dicevo, tutto abbastanza vero quel che è stato scritto. Da tutti, o quasi.
Ecco il (mio, personalissimo) punto, al quale arrivo non senza ribadire la premessa, ovvero la condivisione di parte delle critiche formulate, per evitare possibili fraintendimenti.

Sull'omologazione (bloggerazzi a parte)

Il caso Italia.it è esemplare, insieme a molti altri, di una massificazione e omologazione del web - blogosfera inclusa, anzi blogosfera in primis -, che non può passare inosservata e che, credo, è sotto gli occhi di tutti, anche di chi, attraverso articoli, post e interventi scritti, del web e del suo modo di connotarsi è artefice. Nessuno stupore rispetto ad un'omologazione di tipo formale che si rende necessaria al fine di creare ambienti riconoscibili e funzioni condivise e di rendere efficaci e fruibili in modo ottimale i contenuti. Nel caso dei blog, non mancano indicazioni su come strutturare il "contenitore" e il dibattito, anche tra i blogger, sull'opportunità o meno di rivedere alcune pratiche consolidate è sempre aperto. Un esempio su tutti, quello relativo all'organizzazione "verticale e continua" dei post.

Che dire, però, di un'omologazione dei contenuti dilagante e sempre più massiccia? Anche in questo caso, forse, non c'è di che stupirsi. Se escludiamo i blog personali e diaristici, quelli aziendali e quelli utilizzati come portfolio, tutti gli altri - che siano professionali o amatoriali, verticali o generalisti -, hanno in una qualche misura bisogno di fonti, informazioni e notizie. Con evidenti differenze, però, perché un conto sono i blog "filtro", che aggregano notizie con brevi introduzioni e link alla fonte informativa, un altro sono i blog per i quali l'informazione e la fonte sono solo un supporto alla creazione di contenuti originali. Per i primi, è chiaro che aggiornamento quotidiano, attualità e freschezza delle news sono fondamentali. Per i secondi, il discorso è, dovrebbe essere, diverso. In termini di valore aggiunto, infatti, il fattore tempo dovrebbe lasciare il passo alla produzione e diffusione di conoscenza.

Impossibile, ovviamente, pensare a un affrancamento totale dal vincolo del tempo, che significherebbe per i blogger essere impermeabili a tutti i discorsi sull'importanza della frequenza di posting, sul ciclo di vita delle notizie online, sulla curva di visibilità di un post, ecc. e, soprattutto, dare un peso diverso alla quantità di visite, lettori, commentatori, in sostanza a visibilità e "fama". Così, anche laddove è scongiurata una nevrosi da posting quotidiano coatto o da bloggerazzo (perdonate il neologismo) con l'affanno di voler essere almeno il primo, l'unico è impossibile, a scrivere della tal cosa, la selezione di tutti delle stesse informazioni e notizie, contemporanea o con uno scarto di pochi giorni nel caso dei ritardatari, diventa fisiologica. Anche in questo caso, dunque, nessuno stupore. Anzi, rassegnamoci all'idea di dover parlare tutti più o meno delle stesse cose.

Quid est veritas?

Se non il cosa, ed è tanto banale quanto imbarazzante scriverlo, non può che essere il come la discriminante da cui ha origine quel valore aggiunto di cui si diceva prima. Il contenuto è originale e produce conoscenza solo se originali e inedite sono le riflessioni, le osservazioni, le argomentazioni, le considerazioni e gli interrogativi che si formulano. In tutti gli altri casi, la conoscenza non è prodotta ma replicata e distribuita. E' conoscenza pre-codificata, informazione, per l'appunto. Il che non è un male, non è poco (perché comunque la replicazione genera a sua volta e in qualche modo conoscenza), ma non è neanche tutto.

E' questo il tipo di omologazione che sconcerta, quello per cui - con numerose eccezioni, e ci tengo a sottolinearlo perché la generalizzazione è funzionale al discorso ma non ne è il presupposto -, posti determinati eventi, notizie, informazioni, argomenti sui quali focalizzare l'attenzione, si sviluppano contenuti simili, ridondanti, riflessioni che rimbalzano di blog in blog e creano nella rete una rete di scritti, post, commenti che hanno il sapore del già detto.

Non siamo in grado di creare conoscenza? Mancano la creatività e l'ispirazione? Semplicemente non conviene in un'ottica "economica" di costi e benefici? Oppure, come in tutti i microcosmi che si rispettino, le spinte conformistiche legate all'idea di gruppo/branco (che, per inciso, fa la forza) fanno la loro parte? O cosa?

Da non prendere alla lettera, ma per chiosare brevemente (e provocatoriamente) dopo un post-fiume e soprattutto per capirsi:

quarantacinquemilionidi euro per un sito non sono pochi...

ma neanche

quarantacinquemilionidi blogger che scrivono tutti le stesse cose lo sono.

 

2000 (facce di) Bloggers

di Sonia del 03/02/2007 - 12:08:34 in blogosphere,  4539 letture

2000 Bloggers: 2000 foto di altrettanti bloggers raccolte in un'unica pagina e linkate al relativo blog. Un blog(gers)roll fatto di facce. Una (piccola) parte di blogosfera in un collage. Il progetto, che sta riscuotendo un grande successo, è di Tino Buntic.

2000 Bloggers

Chi volesse veder inserita la propria faccia nella lista dei 2000 non deve far altro che lasciare un commento al post di Tino "2000 Bloggers", indicando il link al blog e alla foto. Al momento i commenti inseriti sono 1563, ci sono ancora posti liberi... perché non partecipare?

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