You could be getting shot at in Iraq. You could be a single mom working three jobs to stay afloat (Happy Birthday mom). You could work in a coal mine. You could be in a life and death battle with Leukemia. You could be doing any one of thousands of high-stress jobs. Sure, the Web has a lot of stress but let’s get real: If you’re stressed out over 5,000 RSS feeds chances are good you’d be stressed by any profession you chose. (Larry Dignan, Anatomy of a "Blogging will kill you" story: Why I didn’t make the cut)
Solo qualche giorno fa mi chiedevo e chiedevo agli amici web designer cosa fanno nel tempo libero e in risposta a un commento di un lettore mi chiedevo anche se non fosse il caso di iscriversi a Run for Tecnostress!. Nell'articolo non avevo fatto riferimento al blogging, del resto si suppone che chi ha un blog lo faccia se non solo anche per passione.
Poi oggi passando in rassegna i miei feed arrivo tramite questo post all'articolo pubblicato ieri da "Il Messaggero", Bloggers sotto stress fino all'ultimo clic.
Di post si muore? L'allarme del New York Times e a quello pubblicato oggi da "LaStampa", La morte corre sul blog. Suppongo li avrete già letti e immagino che molti blog ne abbiano già ampiamente parlato. Suppongo e immagino, perché sono le nove di sera passate e io, oggi, per cause di forza maggiore ho dovuto drasticamentente limitare la mia attività online, anche lavorativa, per rimettere un po' in sesto la salute. Che c'entri anche il tecnostress? Effettivamente dormire 4/5 ore per notte è già una conquista e riuscire a a prendersi una pausa dal lavoro almeno la domenica è al momento utopia.
So di sicuro però che per quanto mi riguarda non si tratta di stress da post né di paura del buco. Sì infatti, sono le nove di sera/quasi le dieci... e pubblico il mio primo post della giornata, di nessuna o poca importanza perché, cari lettori, non ho nessuno scoop da lanciare nell'immenso della blogosfera e perché quei pochissimi click in più o in meno sugli adsense sono per le mie finanze del tutto irrilevanti. E scopro che forse è una fortuna non aver la fortuna di essere tra i BIG e non aver fatto del blogging una professione... anche perché, la vita del web designer freelance è già abbastanza dura e basta e avanza.
Ah, dimenticavo: a breve aprirò un altro blog, il progetto è a buon punto. Si tratterà di un blog multi-autore stavolta. Ne parlerò più approfonditamente non appena saremo online. Vi anticipo che il tema principale non sarà il web design, come ci si potrebbe aspettare.
Alla luce dell'allarme lanciato dal "New York Times", la scelta di formare un gruppo di autori, funzionale agli obiettivi del blog, potrebbe risultare più opportuna del previsto: la salute prima di tutto...
Oppure dovremmo guardare le cose da un'altra prospettiva, come ha fatto Dignan?
Leggendo un post pubblicato oggi su Bitelia ho scoperto questo tema per Wordpress in stile Messenger. Prima ancora di terminare la lettura, incuriosita ho aperto l'anteprima del tema e ho pensato, immediatamente, che non era assolutamente di mio gradimento.
Non me ne voglia l'autore che, tra l'altro, ha dovuto replicare graficamente gli elementi tipici di Windows Live Messenger.
Continuando poi la lettura del post citato, ho visto che il tema è stato definito un orrore. Voi cosa ne pensate?
Ah, in realtà oggi avrei voluto pubblicare una lista con alcuni dei miei temi preferiti, ma poi ci ho ripensato... lo farò tra qualche giorno.
Da qualche tempo ci pensavo, e oggi ho deciso finalmente di provare WP Remix Premium Theme. Ho acquistato, per il momento e con l'intento di testare il funzionamento, una licenza singola. Sicuramente molti di voi conoscono già il prodotto, quindi sanno di cosa si tratta.
La demo presente sul sito rende subito chiaro che le potenzialità sono notevoli per chi ha necessità o voglia di sviluppare temi per Wordpress.
In effetti, le diverse opzioni messe a disposizione rendono possibili numerose combinazioni e consentono, con l'acquisto di un singolo tema, di crearne molti di più.
Il mio test, nonostante l'acquisto, non è andato al di là della demo disponibile online. In locale, infatti, il tutto non ha funzionato e purtroppo né la guida né il Forum di supporto mi sono stati di aiuto.
Qualcuno di voi ha provato a installare il tema senza riuscirci? Non si sa mai, che io riesca a trovare velocemente una soluzione.
Il lavoro frenetico non mi ha consentito di occuparmi del blog aggiornandolo con nuovi articoli, ma conto presto di riuscire a ristabilire una continuità. I progetti in cantiere sono sempre tanti, ma il tempo sempre troppo poco. A breve, però, dovrei mandare finalmente online la nuova versione del mio portfolio (aggiornata con i nuovi lavori ma soprattutto completamente modificata)e, per quanto riguarda il blog, migrare a Wordpress.
Fatto questo, riprenderò un aggiornamento più costante del blog e, per iniziare, mi occuperò di rendere disponibili per il download altre e nuove risorse nella sezione web design freebies. Alcune, tra l'altro, sono in attesa di essere pubblicate da diverso tempo.
Per quanto riguarda il resto (in cantiere), per scaramanzia mi riservo di non anticipare ancora nulla per il momento.
Spero di ritrovarvi quando (molto presto) sarò di ritorno.
Di recente Cesare Lamanna in un suo post ha riassunto le tattiche per evitare il blocco creativo proposte da Matthew Inman nel suo intervento 8 Web Design Tactics to Help You When You're Stuck. Il caso non finisce mai di sorprenderci. Mi sono imbattuta nella lettura dei due articoli proprio in un momento di blocco disperato e disperante, in cui nessuna soluzione, né grafica né tecnica, sembrava essere quella giusta.
A distanza di qualche giorno, mi ritrovo ad avere almeno in parte superato l'ostacolo. Dico in parte, perché nonostante sia riuscita a dare forma e senso al progetto del sito web a cui sto lavorando, qualche indecisione residua (meglio questo o quest'altro?) ne rallenta la realizzazione completa. Problemi con il problem solving, mi verrebbe da dire. Se le mie memorie di studio universitario non mi ingannano, una concentrazione prolungata - che nel mio caso definerei ostinata - produce esattamente l'effetto contrario a quello desiderato, cioè la saturazione.
Questa lunga premessa "professional-biografica" per arrivare al funny. Per superare l'empasse e mitigare la frustrazione, potrebbe essere una soluzione temporanea e un'alternativa alle Web Design Tactics di Inman farsi una bella cantata? Se sì, quale miglior motivetto se non quello composto da un certo di13774n73, dedicato ai CSS? Une chanson sur le CSS ...e forse passa.
CSS oh oui CSS, ton margin ton padding me plongent dans des abîmes. Stando a questo verso, anche l'autore della canzone deve aver avuto i suoi momenti duri nella realizzazione di siti web.
Di canzone in canzone, chi ha una passione smodata per Wordpress, come Devin Reams, può ascoltare la sua It’s Called Wordpress, una celebrazione in note del suo CMS preferito.
Sono 45 i blog designs eccellenti selezionati da Smashing Magazine nell'ultimo design showcase pubblicato. Inutile dire che molti tra quelli presenti nella lista sono "eccellenti" anche dal punto di vista del grado di popolarità e fama di cui godono all'interno della blogosfera.
Suddivisi in base alla piattaforma utilizzata (Django, ExpressionEngine, Textpattern, Wordpress, ecc.), i blog elencati sono stati scelti in funzione di un criterio spesso sottovalutato: l'attenzione ai piccoli dettagli.
Pretty and colourful header-graphics doesn’t make a good blog. The blog needs a solid visual structure, a profound hierarchy of site elements; it also has to be able to build some kind of a bridge between the content and its presentation. To do this, you need to think about precision, minimalism and sound use of illustration [...] Below you’ll find 45 excellent blog designs which impress with creative approaches and attention to details; hopefully you’ll find new ideas you can develop further in your own designs.
Confesso che, pur non mettendo in dubbio che tutti i blog citati rispettino il criterio, ne avrei ignorati alcuni inserendone altri al loro posto; del resto tra molti design ottimi da tutti i punti di vista - e quindi teoricamente di valore equivalente - si finisce sempre e comunque con l'avere delle preferenze. Queste sono le mie, in ordine di gradimento. Mi limito alle prime tre.
Al di là della selezione proposta da Smashing Magazine, questi tre blog sono tra quelli che apprezzo di più, insieme a molti altri che mi trattengo per il momento dall'elencare (ma che risiedono in un'apposita cartella dei preferiti denominata "blog da segnalare sul blog", quindi prima o poi...). Su tutti, comunque, per quanto mi riguarda, primeggia in maniera assoluta il blog di Veerle Pieters.
Sapete che è mia consuetudine da qualche tempo sottoporre alla vostra attenzione - e al vostro giudizio! - alcuni dei miei lavori (quelli che per diversi motivi decido di inserire nella sezione dedicata al web design del mio portfolio).
Oggi vi presento, dunque, l'ultimo sito realizzato, online da qualche giorno: Tall Club Italia, il primo tall club italiano, la prima blog community che si propone di condividere informazioni, interessi, problemi di ordine pratico, consigli, semplici sfoghi e aggregare persone più alte della media o, per dirla tutta, persone... all'altezza!
Il blog è stato sviluppato su piattaforma Wordpress, rispettando naturalmente gli standard web, con codice XHTML e CSS validi. L'unico problema di validazione al momento è dato dal foglio di stile del plugin per il social bookmarking Sociable, che utilizza la proprietà opacity, ma vedrò di rimediare.
Come vedrete, ho optato per la semplicità e la linearità, dal punto di vista sia della struttura sia del visual design e per uno stile clean ed essenziale seppur non minimalista.
Il logo è stato concepito con l'obiettivo di coniugare sintesi visiva, comprensibilità e riconoscibilità ed è stato volutamente realizzato all'insegna, di nuovo, della semplicità.
Ma non voglio dilungarmi nella descrizione delle fasi di ideazione e realizzazione... Vi invito a visitarlo e a farmi sapere cosa ne pensate. L'invito ovviamente è rivolto anche a coloro che non fanno parte della categoria degli "spilungoni".
Considerazioni appena postume e sentenze ai post(eri)
Premessa
La pioggia di critiche con cui è stato accolto il lancio del portale del turismo italiano www.italia.it non lascia spazio a dubbi né ad altre, ulteriori ed eventuali esternazioni di disappunto e indignazione. Ci fosse anche, poi, qualche residuo di web ancora libero su cui gettare inchiostro virtuale, non mi assumerei l'onore e ancor meno l'onere di farlo. Tutto abbastanza vero e condivisibile, infatti, quel che è stato scritto. Il giudizio, della blogosfera tutta e in generale della rete, sembra essere tanto inappellabile quanto unanime, e trova la sua sintesi perfetta in ScandaloItaliano, blog interamente dedicato a www.italia.it / Fenomenologia e scandalo di un webmostro italiano, nato per
motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè www.italia.it - il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) - è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano.Come spesso accade, critiche e proteste si sono tradotte in iniziative concrete, serie e semiserie: dalla petizione online Not IT my name promossa da Aiap (Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva), SocialDesignZine, Progetto Grafico e Ministero della Grafica per chiedere alla Presidenza del Consiglio di ripensare l'intera iniziativa, a RItaliaCamp, evento (BarCamp) per elaborare una Idea Progetto atta a verificare come, utilizzando risorse open già presenti sulla rete e le attuali tecnologie disponibili, si possa realizzare in meglio un portale quale italia.it senza cadere in errori di codice, usabilità e limitatezza dei contenuti, alla realizzazione e diffusione di bottoni, icone e badge, immagini anti-Logo Italia.
Dicevo, tutto abbastanza vero quel che è stato scritto. Da tutti, o quasi.
Ecco il (mio, personalissimo) punto, al quale arrivo non senza ribadire la premessa, ovvero la condivisione di parte delle critiche formulate, per evitare possibili fraintendimenti.
Sull'omologazione (bloggerazzi a parte)
Il caso Italia.it è esemplare, insieme a molti altri, di una massificazione e omologazione del web - blogosfera inclusa, anzi blogosfera in primis -, che non può passare inosservata e che, credo, è sotto gli occhi di tutti, anche di chi, attraverso articoli, post e interventi scritti, del web e del suo modo di connotarsi è artefice. Nessuno stupore rispetto ad un'omologazione di tipo formale che si rende necessaria al fine di creare ambienti riconoscibili e funzioni condivise e di rendere efficaci e fruibili in modo ottimale i contenuti. Nel caso dei blog, non mancano indicazioni su come strutturare il "contenitore" e il dibattito, anche tra i blogger, sull'opportunità o meno di rivedere alcune pratiche consolidate è sempre aperto. Un esempio su tutti, quello relativo all'organizzazione "verticale e continua" dei post.Che dire, però, di un'omologazione dei contenuti dilagante e sempre più massiccia? Anche in questo caso, forse, non c'è di che stupirsi. Se escludiamo i blog personali e diaristici, quelli aziendali e quelli utilizzati come portfolio, tutti gli altri - che siano professionali o amatoriali, verticali o generalisti -, hanno in una qualche misura bisogno di fonti, informazioni e notizie. Con evidenti differenze, però, perché un conto sono i blog "filtro", che aggregano notizie con brevi introduzioni e link alla fonte informativa, un altro sono i blog per i quali l'informazione e la fonte sono solo un supporto alla creazione di contenuti originali. Per i primi, è chiaro che aggiornamento quotidiano, attualità e freschezza delle news sono fondamentali. Per i secondi, il discorso è, dovrebbe essere, diverso. In termini di valore aggiunto, infatti, il fattore tempo dovrebbe lasciare il passo alla produzione e diffusione di conoscenza.
Impossibile, ovviamente, pensare a un affrancamento totale dal vincolo del tempo, che significherebbe per i blogger essere impermeabili a tutti i discorsi sull'importanza della frequenza di posting, sul ciclo di vita delle notizie online, sulla curva di visibilità di un post, ecc. e, soprattutto, dare un peso diverso alla quantità di visite, lettori, commentatori, in sostanza a visibilità e "fama". Così, anche laddove è scongiurata una nevrosi da posting quotidiano coatto o da bloggerazzo (perdonate il neologismo) con l'affanno di voler essere almeno il primo, l'unico è impossibile, a scrivere della tal cosa, la selezione di tutti delle stesse informazioni e notizie, contemporanea o con uno scarto di pochi giorni nel caso dei ritardatari, diventa fisiologica. Anche in questo caso, dunque, nessuno stupore. Anzi, rassegnamoci all'idea di dover parlare tutti più o meno delle stesse cose.
Quid est veritas?
Se non il cosa, ed è tanto banale quanto imbarazzante scriverlo, non può che essere il come la discriminante da cui ha origine quel valore aggiunto di cui si diceva prima. Il contenuto è originale e produce conoscenza solo se originali e inedite sono le riflessioni, le osservazioni, le argomentazioni, le considerazioni e gli interrogativi che si formulano. In tutti gli altri casi, la conoscenza non è prodotta ma replicata e distribuita. E' conoscenza pre-codificata, informazione, per l'appunto. Il che non è un male, non è poco (perché comunque la replicazione genera a sua volta e in qualche modo conoscenza), ma non è neanche tutto.E' questo il tipo di omologazione che sconcerta, quello per cui - con numerose eccezioni, e ci tengo a sottolinearlo perché la generalizzazione è funzionale al discorso ma non ne è il presupposto -, posti determinati eventi, notizie, informazioni, argomenti sui quali focalizzare l'attenzione, si sviluppano contenuti simili, ridondanti, riflessioni che rimbalzano di blog in blog e creano nella rete una rete di scritti, post, commenti che hanno il sapore del già detto.
Non siamo in grado di creare conoscenza? Mancano la creatività e l'ispirazione? Semplicemente non conviene in un'ottica "economica" di costi e benefici? Oppure, come in tutti i microcosmi che si rispettino, le spinte conformistiche legate all'idea di gruppo/branco (che, per inciso, fa la forza) fanno la loro parte? O cosa?
Da non prendere alla lettera, ma per chiosare brevemente (e provocatoriamente) dopo un post-fiume e soprattutto per capirsi:
quarantacinquemilionidi euro per un sito non sono pochi...
ma neanche
quarantacinquemilionidi blogger che scrivono tutti le stesse cose lo sono.
Web (2.0) Design / Tutorialist #2
La seconda raccolta di tutorial sul web design è dedicata agli effetti su testo in stile Web 2.0. Ho preferito distinguere questa lista dalla precedente, anche se è chiaro che gli effetti illustrati in questi tutorial sono spesso utilizzati proprio nella creazione dei Web 2.0 Logo.
Legenda:
Photoshop
Illustrator
Testo
Video
Download file
Oggi è il 403 day, ovvero il giorno in cui chi vuole aderire all'iniziativa in difesa del web può mostrare un errore 403 e negare l'accesso al proprio sito ai visitatori che utilizzano Internet Explorer.
Chi intendesse partecipare, può scaricare dal sito dei banner, un file .htaccess configurato per lo scopo, un plugin per Wordpress e un modulo per Drupal.
Personalmente, sono per le "maniere dolci", come avevo già detto qualche tempo fa e come dimostra l'invito a scaricare Firefox visualizzato da chi accede a questo blog utilizzando IE.
Ma come non esser d'accordo con le ragioni alla base dell'iniziativa?
The application of web development standards allows websites to work and display correctly on almost every browser. Sadly, Internet Explorer, the browser with the greatest market share, has major issues in the implementation of these standards. As a consequence of such deficiencies, web developers must do extra work to ensure a good experience for this browser's users. And this costs money. And hair, a lot of hair.
For the sanity of thousands of web workers: don't break the web, use a different browser.
WP-AdminThemes è un'applicazione che consente di creare e condividere con altri utenti temi e palette di colore per il pannello di amministrazione di Wordpress.
Il procedimento è molto semplice: nella pagina Create your theme vi basterà inserire le informazioni sul tema - titolo, autore, URL e descrizione- e selezionare i colori desiderati per le diverse sezioni del pannello (top menu, footer, menu, headers, ecc.). Prima di confermare la creazione del tema, potrete visualizzare un'anteprima del risultato.
Tutti i temi creati dagli utenti sono condivisi e disponibili per il download. I più scaricati sono elencati nella Top 20. Dopo aver effettuato il download, non vi rimane che caricare e installare il plugin sul vostro Wordpress. Nelle F.A.Q trovate tutte le istruzioni.
Quali prodotti usate quotidianamente? E se doveste provare a descrivere la vostra giornata tipo proprio attraverso le marche di questi prodotti?
Qualcuno l'ha fatto e il risultato è questa immagine. Forse non è solo la nostra giornata tipo a poter essere sintetizzata in un elenco di marche e logo...

(p)Link
Commenti
Storico
Stampa




